Venduta all'asta spiaggia isola Santo Stefano in Sardegna
A imprenditore romano pezzo di paradiso
31 maggio, 09:46Una sola offerta, di 90 mila euro piu' spese, ed un imprenditore romano si è aggiudicato una parte dell'isola di Santo Stefano, una delle perle dell'Arcipelago di La Maddalena, in Sardegna. Si tratta di tre ettari ricoperti di macchia mediterranea, rocce di granito, con un accesso privato ad una piccola spiaggia.
E' successo ieri nell'asta giudiziaria del Tribunale di Tempio Pausania. L'imprenditore non ha avuto alcun problema a battere la concorrenza, visto che l'unica offerta era la sua. Un acquisto da amatori perché su quella parte dell'isola che per più di 30 anni ha ospitato la base della Marina Usa, non potrà costruire nulla, essendo l'intera area sottoposta a vincoli di tutela ambientale. Potrà però arrivare sulla sua nuova proprietà attraccando con la barca sul pontile realizzato nella anni Venti dai vecchi proprietari, i Serra, e utilizzato negli anni per portare via dall'isola il granito che qui veniva estratto.
Una pietra, quella sarda, che ispirò lo scultore del Ventennio Arturo Dazzi al quale Benito Mussolini ordinò il busto di Costanzo Ciano, l’ufficiale di marina che partecipò alla “beffa di Buccari” di dannunziana memoria, ma anche padre di Galeazzo, genero di Mussolini e Ministro degli Affari Esteri dal 1936 al 1942. Costanzo Ciano fu una figura di primo piano fra i gerarchi fascisti, tanto che il regime decise nel 1941 di dedicargli un mausoleo a Monteburronen (Livorno). Un'opera grandiosa: la statua, alta 13 metri, avrebbe dovuto sormontare il mausole accanto ad un altissimo fascio littorio. Gli scalpellini della cava di Villamarina, di proprietà della famiglia Serra, si misero subito all'opera sotto la supervisione del grande artista del regime. Con la caduta del fascismo gli scalpellini di Villamarina sospesero i lavori e quel busto, che doveva completare la statua dell'eroe di Buccari fu abbandonato nella cava, dove si trova tuttora. Nell’isola di Santo Stefano, a Guardia del Moro (nella parte a nord est), non è possibile attraccare o passeggiare in quanto l’intera area è da sempre sottoposta a divieti di natura militare. Sull’isola (che ospitava la base navale Usa) la marina militare italiana gestisce il più grande deposito di munizioni ed esplosivo Nato del Mediterraneo.
Una inestricabile rete di gallerie scavate per diversi chilometri nella roccia dove sono stoccati armamenti e munizionamento di ogni genere. La polveriera rientra tra i depositi strategici della difesa nazionale, e il suo controllo è affidato ai fucilieri di marina dello Sdi, il servizio difesa installazioni. Dal lato di ponente il terreno acquistato dall’imprenditore romano confina con l’esclusivo club Valtur, accessibile soltanto agli ospiti del villaggio vacanze.











