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25 aprile divide, Quirinale unisce

27 aprile, 10:31
Bandiere tricolori in piazza della Signoria a Firenze per Festa della Liberazione Bandiere tricolori in piazza della Signoria a Firenze per Festa della Liberazione
25 aprile divide, Quirinale unisce

ROMA - Celebrazioni e memoria, ma anche polemiche e contestazioni. Dopo 67 anni il 25 aprile fa salire ancora la temperatura in molte città italiane, dove le manifestazioni ufficiali per la Liberazione sono state occasione di proteste di piazza e tensioni.

A ROMA si è svolto senza incidenti il corteo organizzato dall'Anpi, cui non hanno partecipato il sindaco Gianni Alemanno ed il presidente della Regione, Renata Polverini. Dallo spezzone dove sfilavano i centri sociali si sono levati cori insultanti contro Alemanno e Polverini. "Purtroppo - ha commentato il governatore - alcuni gruppi di violenti hanno minacciato di rovinare una giornata di festa e ho voluto raccogliere l'invito dell'Anpi a soprassedere". "Non c'é stato l'invito nei confronti del Comune di Roma" al corteo, ha riferito da parte sua il sindaco, 'e io o ne ho preso atto, perché e' meglio evitare situazioni di tensione che non giovano alla festa e alla manifestazione".

A MILANO scritte contro la ricorrenza ('Partigiano infamé e 'XXV Aprile festa di infami') sono comparse nel corso delle manifestazioni per la Liberazione. Altri slogan più piccoli di tenore nazista sono poi stati scoperti sui muri dell'Università Statale. Nel pomeriggio, poco dopo l'inizio del corteo ci sono state contestazioni nei confronti del presidente della Provincia, Guido Podestà. Alcuni manifestanti, subito tenuti a distanza dalle forze dell'ordine, hanno urlato, fischiato ed esposto cartelli con scritto 'Podesta' spalleggia i nazifascisti, vattené.

A PESARO una ventina di militanti di Forza Nuova ha manifestato contro il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, atteso per la cerimonia del 25 aprile. La protesta, autorizzata per ragioni di ordine pubblico, si è svolta sul lungomare, senza incidenti. "Giorgio, il presidente più amato dalle banche", si leggeva su un grande striscione esposto dai forzanovisti, mentre un altro diceva "Non sei il nostro presidente".

Ad ASCOLI PICENO contestazioni per il sindaco Guido Castelli e il presidente della Provincia Piero Celani, entrambi del Pdl, durante la cerimonia ufficiale al sacrario di Colle San Marco di Ascoli Piceno. Una cinquantina di giovani della sinistra radicale e dei centri sociali ha fischiato il discorso del sindaco e gridato slogan ('Buffoné, 'Vergogna', 'Via i fascisti da San Marco'), per poi contestare anche Celani, che ha svolto un intervento molto breve.

A SALERNO momenti di tensione in piazza Vittorio Veneto durante la commemorazione del 25 aprile. Una cinquantina di persone ha contestato duramente il rappresentate della Provincia, l'assessore alle Grandi Opere Antonio Fasolino (Pdl). Quando Fasolino stava per prendere la parola la contestazione è diventata più aspra tanto che l'assessore è stato costretto a rinunciare al proprio intervento, sepolto dai fischi e dalle urla dei manifestanti che hanno intonato 'Bella Ciao. A LOVERE (Bergamo) una targa dedicata alla memoria del partigiano Bortolo Pezzutti e' stata bruciata. L'episodio è stato denunciato ai carabinieri dall'Anpi.

A SANREMO il sindaco Maurizio Zoccarato (Pdl) è stato fischiato da militanti di Sel e Partito Comunista dei Lavoratori durante le celebrazioni del 25 aprile, mentre deponeva una corona di fiori ai giardini Caduti di Nassiriya. "La deviazione del percorso del corteo per andare a commemorare i caduti di Nassiriya ci è parsa inopportuna e scorretta - hanno spiegato i contestatori - sia perché non rientrava nel programma delle celebrazioni, sia perché non è stata comunicata ai partecipanti".

A CAGLIARI tensione e scontri in centro: piazza Gramsci, occupata in mattinata da un centinaio di giovani che volevano protestare contro la manifestazione dei gruppi di destra in programma alle 16:30 al Parco delle Rimembranze, è stata sgomberata dalle forze dell'ordine poco prima delle 15.

 

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