Fra gli operai Alenia, aspettando Fornero
Molta curiosita', qualche perplessita'. Fiom organizza pullman
21 aprile, 08:58di Mauro Barletta
TORINO - I tiepidi e gli indifferenti non mancano, ma chi ha promosso l'iniziativa assicura che "fra i lavoratori c'é davvero molta curiosità". Lunedì mattina lo stabilimento Alenia di Caselle (Torino) aprirà le porte al ministro Elsa Fornero, invitata per spiegare al personale i tempi, i metodi e i motivi della riforma, e nella grande azienda aerospaziale l'attesa si mescola con la soddisfazione e con qualche perplessità. "Fornero - racconta Claudio Frascolla, il responsabile Fiom - si era detta disponibile a spiegare i contenuti della riforma direttamente ai lavoratori, così le abbiamo rivolto un invito esplicito. All'inizio ci credevano in pochissimi. E invece lunedì sarà da noi". Da Torino stanno già organizzando una comitiva di pullman (ed è un'organizzazione che va curata nei minimi dettagli perché ci sono aree di interesse militare) per permettere a chi lo desidera di raggiungere i colleghi a Caselle. Si prevede una partecipazione massiccia anche se altri sindacati storcono il naso e persino Susanna Camusso, leader della Cgil, mostra di non apprezzare. Ma la Fiom, all'Alenia, può contare su percentuali che superano il 60%. E pazienza se Fim, Fismic, Ugl e Associazione Quadri protesteranno davanti ai cancelli: "Questa cosa - dice Frascolla - dovrebbe interessare tutti. Se qualcuno dissente, ci dispiace. Ma è una scelta libera che noi non giudichiamo". Tra il personale che sciama su corso Marche alla fine del turno nessuno si sorprende nel vedere i giornalisti in agguato.
"Io - dice una donna - a Caselle vado di sicuro. E' un modo per farci sentire in tutta Italia". "E' un'occasione unica", aggiunge un collega. "Non penso che risolveremo chissà cosa, ma almeno potremo far presente al ministro il nostro punto di vista su tante questioni importanti e farle capire le nostre ragioni. Sull'articolo 18, per esempio, o sulle pensioni: loro dicono che bisogna pensare ai giovani, ma se dovrò lavorare fino a 70 anni, e me ne mancano ancora 40, chi sarà il giovane che prenderà il mio posto?". C'é anche chi a Caselle non andrà e resterà a Torino "a lavorare", perché crede che la passeggiata "non sia necessaria: di quello che verrà detto se ne darà ampia notizia". E non manca chi, nonostante il parere contrario del proprio sindacato di riferimento, è favorevole: "Potremmo avere - dice - delle risposte concrete".






