FOCUS: Il caso del pastore iraniano
L'apostata Nadarkhani aspetta la fatwa di Khamenei
30 aprile, 12:19ANKARA - Il nuovo rogo del Corano che sta creando polemiche tra Iran e Usa e' stato perpetrato per protestare in favore del pastore evangelico iraniano Youcef Nadarkhani, convertitosi al cristianesimo e ora in carcere per un controverso caso giudiziario. Il caso fece clamore nell'ottobre scorso quando erano stati annunciati gli allora piu' recenti sviluppi.
Convertitosi a 19 anni, Nadarkhani - che ora ne ha 35 ed e' padre di due figli - era diventato la guida spirituale di una piccola comunita' evangelica ribattezzata ''Chiesa dell'Iran''. Varie diplomazie occidentali - Stati Uniti e Italia compresi - hanno fatto appello per la liberazione del pastore il cui caso era stato esaminato dalla Corte suprema nel luglio scorso con sentenza annullata e dossier rinviato al tribunale di Rahst, nella provincia settentrionale di Ghilan, per ulteriori accertamenti.
Da allora si e' in attesa di un parere religioso (fatwa) da parte della Guida suprema, Ali Khamenei, che risolva il caso dato che al leader religioso si riconduce anche il potere giudiziario. Nadarkhani, arrestato nel 2009, secondo diversi annunci tra cui quella del suo avvocato era stato condannato a morte l'anno dopo per reati diversi dall'apostasia (''crimini contro la sicurezza''), ma sulla sentenza era stato fatto ricorso alla Corte Suprema.
Un comunicato della Corte, il secondo e ultimo grado di giudizio in Iran, non aveva fatto cenno ad una condanna a morte e fonti ufficiali iraniane avevano dichiarato che ''non e' mai stato condannato a morte''. La pena capitale, era stato sottolineato anche a livello di governatorato provinciale, in Iran non puo' essere inflitta ''per aver cambiato religione''. L'ultima esecuzione per apostasia viene considerata quella del 1990, con l'impiccagione a Mashad del pastore Hossein Soodmand.






