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Cina: dissidente cieco fuggito e 'sotto protezione' Usa

Esuli: 'E' nell'ambasciata'. Attesa per vertice prossima settimana

29 aprile, 14:16
Fermoimagine del video diffuso da un sito web di esuli cinesi in cui compare l'attivista cieco cinese Chen Guangcheng
Fermoimagine del video diffuso da un sito web di esuli cinesi in cui compare l'attivista cieco cinese Chen Guangcheng
Cina: dissidente cieco fuggito e 'sotto protezione' Usa

di Beniamino Natale

PECHINO - Il dissidente cieco Chen Guangcheng, fuggito dalla sua abitazione dopo essere stato tenuto illegalmente agli arresti domiciliari per 19 mesi, si trova ora "sotto la protezione di diplomatici americani" a Pechino, secondo un gruppo di esuli cinesi. Non ci sono conferme ufficiali da parte americana, né da parte del governo cinese.

ll caso rischia di oscurare il "vertice strategico ed economico" tra Cina e Usa in programma la prossima settimana a Pechino, dove sono attesi il segretario di Stato americano Hillary Clinton e il segretario al tesoro Timothy Geithner. In un comunicato diffuso sul suo sito web il direttore della ChinaAid Association (Caa) Bob Fu afferma di aver saputo "da una fonte vicina a Chen" che "colloqui ad alto livello" tra i due Paesi sono in corso in queste ore.

"A causa della vasta popolarità di Chen, l' Ammnistrazione Obama deve rimanere saldamente al suo fianco o rischiare di perdere credibilità come sostenitrice dei diritti umani e dello stato di diritto.Se c' è una ragione per la quale i dissidenti cinesi ammirano gli Usa è per momenti come questo", aggiunge Fu. In precedenza un altro noto dissidente, Hu Jia, aveva affermato di ritenere che Chen si trovi nei locali dell' ambasciata, aggiungendo di averlo incontrato "nelle ultime 72 ore".

In seguito, Hu Jia è stato "prelevato" dalla polizia che "potrebbe trattenerlo per otto ore", secondo messaggi diffusi su Internet dalla moglie Zeng Jinyan e da altri dissidenti. Lo stessa Zeng è stata convocata dalla polizia. A Pechino è stato fermato un amico di Chen, Guo Yushan, mentre la dissidente He Peirong, che ha affermato di averlo aiutato a fuggire, è stata arrestata a Nanchino, dove risiede. Nel villaggio natale di Chen, nella provincia nordorientale dello Shandong, sono stati arresti il fratello maggiore e il nipote del dissidente. Nessun commento finora da parte cinese. In un briefing per la stampa sul vertice con gli Usa, il viceministro degli esteri Cui Tiankai ha sostenuto di "non avere informazioni" sulla vicenda e di non ritenere che essa avrà un ruolo preminente nei colloqui.

La vicenda cade mentre è ancora in corso il dramma legato a Wang Lijun, l'ex-capo della polizia di Chongqing che si era rifugiato in una sede diplomatica americana dopo la rottura col suo mentore Bo Xilai, il carismatico leader comunista di Chongqing. L' asilo politico non gli è stato concesso e, dopo essere stato preso in consegna dalle autorità di Pechino, Wang ha rivelato una fosca storia che ha portato al licenziamento di Bo da tutte le sue cariche e all' arresto della moglie Gu Kailai, accusata di aver ordinato l' assassinio del faccendiere britannico Neil Heywood. L' ultimo dissidente ad essersi rifugiato nell' ambasciata americana e ad ottenere asilo politico è stato nel 1989 lo scienziato Fang Lizhi, il "Sakharov cinese", che si era schierato a fianco dei giovani che avevano occupato piazza Tiananmen reclamando la democrazia.

Fang è morto all' inizio di aprile negli Usa. Nella sua dichiarazione Bob Fu, cristiano e dissidente, anche lui legato al movimento democratico dell' 89, esprime la speranza che Chen diventi "un secondo Fang Lizhi e non un secondo Wang Lijun". Chen, 40 anni, è un avvocato autodidatta diventato cieco a causa di una malattia congenita. Nel 2005 ha denunciato la pratica degli aborti e delle sterilizzazioni forzate nella sua provincia, lo Shandong, documentando migliaia di casi.

Nel 2006 é stato condannato a oltre quattro anni di prigione per "violenze" che avrebbe commesso nel corso di una manifestazione di protesta. Finita di scontare la pena, nell' autunno del 2010, è stato tenuto agli arresti domiciliari con tutte la sua famiglia illegalmente, dato che non è accusato di alcun reato. In un video diffuso ieri, si è rivolto al premier Wen Jiabao denunciando le violenze e i pestaggi subiti in questi mesi da lui e dai suoi familiari e chiedendogli di punite i responsabili "secondo la legge".

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