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Spending review, dagli italiani boom di proposte via web

Bersani, tagli non siano fatto con l'accetta

05 maggio, 20:35
Il supercommissario Enrico Bondi
Il supercommissario Enrico Bondi
Spending review, dagli italiani  boom di proposte via web

ROMA - La riduzione del numero dei parlamentari e delle 'auto blu' di Stato, una razionalizzazione degli enti locali e la drastica riduzione dei finanziamenti ai partiti. In sintesi, un intervento per ridurre i costi della politica. Sarebbero queste le principali richieste inviate via web dai cittadini al Governo in questi giorni, a seguito dell'invito di Palazzo Chigi a "segnalare gli sprechi" sul sito internet della presidenza del Consiglio.

Si tratta di una stima di massima che non ha alcuna valenza statistica o scientifica ma resa possibile grazie ad una rapida lettura delle prime mail inviate dai cittadini. In ogni caso, pur senza valore scientifico, questo screening superficiale è un termometro delle preferenze degli italiani. In ogni caso, vista la riuscita dell'iniziativa, per avere dati più precisi o almeno una suddivisione delle mail in macroaree, si dovrà attendere ancora, probabilmente lunedì o nel corso della prossima settimana.

PD, TAGLI NON SIANO FATTI CON L'ACCETTA - I tagli alla spesa pubblica vanno fatti "con il cacciavite e non con l'accetta". Lo sostiene il segretario del Pd Pierluigi Bersani, oggi a Piacenza, a proposito della spending review. "Spendiamo troppo in molti campi - ha detto - ma poco in altri, ci sono degli sprechi, ma poi la polizia non ha la benzina per le volanti". Sull'invito del governo ai cittadini a segnalare gli sprechi, secondo Bersani, "i cittadini possono dare una mano, ma si aspettano che il governo sappia cosa fare".

BONANNI,SERVE DISCUSSIONE,NO TAGLI A RINFUSA  - Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, rispondendo alle domande dei cronisti sulla spending review, ha affermato: "più che tagliare dovrebbero vedere come organizzare e l'organizzazione passa attraverso una discussione, non attraverso tagli alla rinfusa". A margine di un seminario organizzato da Cisl Scuola, Bonanni ha spiegato, sul rischio di possibili tagli al pubblico impiego, "sono anni che lo fanno". E ha aggiunto: "questa storia dovrà finire un giorno e credo che il giorno sia già arrivato". Il problema per il leader della Cisl è "che in questo modo avremmo sempre di più tasse altissime e servizi assolutamente bassi". Quindi, ha ribadito, "é sbagliata l'idea di affrontare il problema senza discussione, questo porta a situazioni molto penose".

DI PIETRO, VIA F35, PROVINCE E RIMBORSI  - "L'Italia dei Valori lo ha sempre detto: la vera spending review è quella che parte dal taglio alle spese inutili come l'acquisto degli F35, dall'eliminazione delle Province e dall'abolizione dei rimborsi elettorali. Basta far pagare il conto di questa crisi ai cittadini onesti, alle fasce sociali più deboli, ai lavoratori, lasciando illesi i privilegi delle caste". Lo scrive sulla sua pagina Facebook il presidente dell'IdV, Antonio Di Pietro

ALFANO,GOVERNO AMBISCA TAGLIARE PIU'DI 4MLD  - "Su 800 miliardi di spesa pubblica ci auguriamo che il governo elevi la sua ambizione e taglia più di 4 miliardi". Lo afferma il segretario del Pdl Angelino Alfano nel corso di una conferenza stampa nella sede del partito. Alfano chiede inoltre che sia attuato "il federalismo fiscale che consente proprio di avere dei risparmi nella spesa pubblica. Non è possibile - è l'esempio che fa Alfano - che in un azienda ospedaliera le garze abbiano un costo mentre in un'altra castano magari di meno"

di Giovanni Innamorati

ROMA - La spending review riguarda almeno 300 miliardi, vale a dire un quinto del Pil italiano; e benché sia difficile portarla avanti è indispensabile farlo perché la spesa pubblica "é un ostacolo ad uno scenario di ripresa ciclica dell'economia italiana". A sottolinearlo è stato il ministro Piero Giarda, quasi a rispondere ai dubbi sollevati sulla sua efficacia dopo il Consiglio dei Ministri di Lunedì. E benché anche oggi dal Pdl sono piovute critiche sull'invito ai cittadini a suggerire gli sprechi da tagliare, sono state ben 40.000 le segnalazioni già arrivate, oggi quasi una al minuto. Inoltre i primi passi si stanno già compiendo, a partire dalle locazioni che lo Stato paga per l'affitto di edifici dove collocare propri uffici. Giarda ha osservato che una serie di voci di spesa sono "difficilmente attaccabili", come le pensioni, gli stipendi o l'assistenza. Tuttavia ci sono "300 miliardi di euro di spesa", una somma che "rappresenta il 18-20% del Pil sul quale si dovrebbero esercitare le opzioni di ristrutturazione"; una somma che "in larghissima parte riguarda i servizi pubblici dalla scuola alle carceri, dalla sanità alla difesa, dall'università alla polizia". Certo, la spending review non è un pranzo di gala ed è difficile realizzarla. innanzi tutto c'é il problema del gap tra i costi di produzione dei servizi pubblici e quelli dei servizi privati, che è aumentato dal 1980 oggi e che nel solo 2010 è costata 73 miliardi di spesa pubblica. Problema segnalato nella relazione di Giarda al Cdm di Lunedì. Insomma serve un piano industriale per la Pubblica amministrazione e un "retraining" (riqualificazione) dei "travet". Una impresa che non si fa in pochi mesi. Altro problema, è "l'anomalia" del finanziamento degli Enti locali, che erogano tantissimi servizi al cittadini, dalla scuola alla sanità. Ebbene essi solo in parte sono finanziati con tributi propri (100 dei 240 miliardi) il che fa sì gli Enti locali non siano responsabilizzati nel controllo della spesa. Insomma il cammino è difficile, ha detto ancora Giarda, ma "non è eludibile ridisegnare la mappa dell'intervento pubblico", "Si tratta di rivalutare proposizioni, regole di vita e approcci", spiega Giarda. Anche perché la spesa pubblica, "per dimensioni e per struttura" è di "ostacolo" a uno scenario di crescita dell'economia. Quindi la revisione della spesa è indirizzata "al servizio di una riduzione del prelievo fiscale per alleviare le condizioni di vita dei soggetti in difficoltà". Ma è anche, "una polizza assicurativa" rispetto al pareggio di bilancio da realizzare nel 2013. Ma qualcosa di concreto c'é già. L'Agenzia del Demanio ha avviato un piano per risparmiare sugli affitti pagati dallo Stato per la locazione di edifici da privati: dalle caserme dei carabinieri ai commissariati di polizia: già risparmiati 13 milioni nel 2012 e altri 43 fino al 2015. Ma è solo l'inizio. Lo spazio per ulteriori tagli potrebbe esserci visto che sono 10.108 gli immobili affittati da privati per una spesa di 1,2 miliardi.

 

 

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