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Unicef: mortalità infantile, in 20 anni da 12 a 6,9 milioni

Ma ogni giorno ancora 19 mila decessi. 18% muore per polmonite

14 settembre, 16:51
Unicef
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Unicef: mortalità infantile, in 20 anni da 12 a 6,9 milioni

Lentamente ma in maniera costante si riduce ogni anno il triste conteggio dei bambini sotto i 5 anni che perdono la vita per ragioni legate alla poverta' di tante aree del mondo. Ma sono ancora tanti, troppi, i piccoli che ogni giorno muoiono per malattie che nel mondo piu' sviluppato sono state debellate da tempo. I bambini sotto i 5 anni che muoiono ogni anno, informa un nuovo rapporto dell'Unicef presentato oggi, sono passati da 12 milioni nel 1990 a meno di 6,9 milioni nel 2011. Ogni giorno sopravvivono circa 14.000 bambini in più rispetto a 2 decenni fa. Ma ogni giorno ne muoiono ancora 19.000. Il tasso mondiale di mortalità infantile è sceso da 87 decessi ogni 1.000 nati vivi nel 1990 a 51 nel 2011.

La riduzione piu' significativa si e' verificata in: America Latina e Caraibi; Asia Orientale e Pacifico; Europa centrale e orientale e Comunità degli Stati Indipendenti; Medio Oriente e Nord Africa. In particolare 4 paesi hanno ottenuto una riduzione di almeno due terzi: Repubblica Democratica Popolare del Laos (-72%), Timor-Est (-70%), Liberia (-68%) e Bangladesh (- 67%). Nel 2011, circa il 50% delle morti sotto i 5 anni si è verificato in India, Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Pakistan e Cina. L'Africa subsahariana, anche se in ritardo rispetto alle altre regioni, ha registrato un calo del 39% del tasso di mortalità sotto i 5 anni fra il 1990 e il 2011. Il numero dei decessi è invece aumentato nella Repubblica Democratica del Congo, Ciad, Somalia, Mali, Camerun e Burkina Faso. Le principali cause di mortalità sono: polmonite (18%), complicanze per parti pre-termine (14%), diarrea (11%); complicanze durante il parto (9%), malaria (7%). I maggiori successi in termini di calo delle morti sono stati correlati a un maggiore impegno contro le malattie infettive.

Ad esempio, le morti per morbillo sono diminuite da circa 0,5 milioni nel 2000 a 0,1 milioni nel 2011. La polmonite è la principale causa di mortalità sotto i 5 anni e provoca, nel mondo, il 18% di tutti i decessi sotto quella soglia di età. Solo nel 2011 ha causato la scomparsa di circa 1,3 milioni di bambini, soprattutto in 2 regioni: Africa subsahariana e in Asia meridionale. Il numero di vittime causate dalla diarrea è diminuito di un terzo negli ultimi dieci anni: da 1,2 milioni di morti nel 2000 a 0,7 milioni nel 2011. Quasi tutte le morti per malaria del 2011 (circa 0,5 milioni) si sono verificate nell'Africa subsahariana. Ma un decennio di prevenzione ha salvato la vita a circa un milione di bambini. Il 40% circa dei decessi tra i bambini si verifica durante i primi 28 giorni di vita. Nel 2011 questo dato corrispondeva a circa 3 milioni di decessi in tutto il mondo. La maggior parte delle morti neonatali deriva da complicanze dovute a nascite pre-termine o a problemi collegati al parto. A livello mondiale, più di un terzo delle morti sotto i 5 anni è legato alla malnutrizione. Il 50% dei bambini con infezione da Hiv, senza adeguate cure, muore prima dei 2 anni. In particolare nell'Africa subsahariana, il numero di morti fra i bambini sotto i 5 anni per cause collegate al virus, nel 2010, è compreso tra il 10% in Mozambico e Zambia e il 28% in Sud Africa.

"Il lavoro - avverte Anthony Lake, direttore generale dell'Unicef - non è ancora terminato: milioni di bambini sotto i 5 anni continuano a morire ogni anno per cause in gran parte prevenibili, per le quali esistono soluzioni accessibili e a basso costo. Queste vite potrebbero essere salvate grazie a vaccini, nutrizione adeguata, assistenza medica di base e materna. Il mondo ha le tecnologie e le conoscenze per farlo''. "Lo scorso anno erano 22.000, oggi 19.000 i bambini sotto i 5 anni che ogni giorno muoiono per cause prevenibili e possono essere salvati", dice il presidente di Unicef Italia Giacomo Guerrera. "L'Unicef Italia accoglie con speranza questi nuovi dati - aggiunge - che dimostrano quanto importante e necessario sia il lavoro che portiamo avanti ogni giorno anche grazie all'impegno di tanti volontari, donatori, aziende e scuole''.

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