Nel Novarese niente asilo per i bimbi stranieri
Il sindaco di Borgomanero chiede l'istituzione di una sezione in piu'
13 giugno, 14:27
BORGOMANERO (NOVARA) - Il sindaco di Borgomanero (Novara), Anna Tinivella, ha chiesto alla Regione Piemonte l'istituzione di una sezione in piu' di scuola materna del centro storico per il prossimo anno scolastico per accogliere 36 bambini, quasi tutti stranieri, rimasti esclusi dal servizio scolastico per mancanza di posti disponibili e ora in lista di attesa. La richiesta e' stata avanzata dopo le proteste di alcuni genitori che non condividono i criteri di priorita' adottati dal Consiglio di Circolo della Direzione Didattica Statale della cittadina per l'ammissione dei bambini per il prossimo anno scolastico. Fra i primi di questi criteri vi e' la cittadinanza italiana; la scelta di questo criterio ha comportanto che circa 30 dei 36 bambini esclusi sono stranieri. Gli altri criteri, oltre alla cittadinanza italiana, sono la residenza nel comune di Borgomanero, la presenza di fratelli gia' iscritti nella stessa scuola, l'eta' anagrafica e la residenza nella zona vicina alla scuola.
Nei giorni scorsi il sindaco Tinivella ha incontrato la direttrice didattica Maria Teresa Valsesia e il presidente del consiglio di circolo, che hanno confermato i criteri scelti sostenendo che si tratta di una prassi consolidata utilizzata anche negli anni scorsi come ha spiegato il dirigente scolastico della Direzione didattica statale di Borgomanero in una lettera al comitato dei genitori - nel momento in cui il numero degli iscritti era superiore alla possibilita' di accoglienza della scuola.
''Non e' una questione di nostra competenza, ma non condivido assolutamente la scelta. Si sono create tensioni che si potevano evitare con un po' di buon senso''. Cosi' Anna Tivivella, sindaco di Borgomanero, commenta la decisione di inserire la cittadinanza italiana come primo criterio per poter essere ammessi all'asilo. ''Quando sono emerse le prime proteste - continua - ho incontrato la direttrice didattica e ho espresso le mie perplessita': mi ha risposto che e' sempre stato cosi' e che non capiva il clamore, non trattandosi di scuola dell'obbligo''. Ieri il sindaco ha incontrato alcune delle famiglie escluse (21 bambini stranieri e 9 italiani): ''Ho cercato di spiegare che avremmo cercato di trovare una soluzione - spiega Anna Tinivella - pero' il rischio e' che si crei ulteriore tensione perche' c'e' gia' qualcuno che sta facendo osservare ai genitori dei bambini ammessi che, se cambieranno i criteri, il loro posto non e' piu' assicurato. E questo aumenta la confusione''.







