Agguato a gioiellieri, il film della rapina
29 aprile, 19:54
Un agguato a due gioiellieri, fatale per un bandito, un ex boss della banda della Magliana addirittura coinvolto nel'omicidio di Enrico De Pedis, 'Renatino' freddato vicino Campo de' Fiori. Sulla malavita romana torna l'ombra della tristemente nota holding del crimine capitolino che sembra non essere mai uscita veramente di scena. A rimanere sull'asfalto all'alba di sabato 28 aprile Angelo Angelotti 62 anni, un ex della banda, che con due complici ha tentato l'assalto all'auto di due gioiellieri diretti ad una fiera orafa all'estero con un bottino da 75 mila euro: un agguato da film dalla dinamica, pero', poco chiara. Angelotti cade sotto i colpi dei due orefici, i fratelli Luca e Andrea Polimadei, mentre un altro bandito, Stefano Pompili, gia' arrestato per l'omicidio di un gioielliere a Firenze, resta ferito e si da' alla fuga. Un terzo bandito viene ferito gravemente. Pompili, piu' tardi, braccato dagli uomini delle volanti e della squadra mobile, viene rintracciato al Cto dove si era recato per farsi curare. Ai sanitari dira' di essere rimasto ferito in una lite sotto casa. Armati di revolver i due fratelli, proprietari tra l'altro di un ComproOro, hanno sparato ai banditi per difendersi ma , viceversa, non si ha la certezza che i rapinatori abbiano avuto il tempo di rispondere al fuoco. Anche loro avevano revolver che hanno la caratteristica di non lasciare bossoli, dunque, non essendo rimasti i due gioiellieri feriti (solo uno dei due si e' fatto medicare per una lieve scalfittura alla mano), non si ha la prova che i tre banditi abbiano sparato.
L' agguato scatta alle 5 di mattina a Spinaceto, Roma sud. I tre banditi a bordo di un furgone, risultato poi rubato, affiancano l'auto dove viaggiano i due fratelli, la speronano e poi bloccano la vettura. I banditi hanno proiettili in canna e puntano due pistole,un revolver e una semiautomatica 7 per 65, contro i due gioiellieri. I gioiellieri pero' non si fanno cogliere di sorpresa: uno scende e inizia a sparare contro i banditi. Entrambi hanno regolare porto d'armi. Sotto il fuoco cade Angelotti, un altro resta gravemente ferito mentre Pompili, colpito all'addome, si da' ad una fuga disperata. Subito scattano le indagini e, grazie al lavoro svolto dalla polizia scientifica e all'analisi delle immagini di alcune telecamere sul posto, gli agenti sono in breve sulle tracce del bandito in fuga. Ben presto emerge anche l'identita' del rapinatore morto, Angelo Angelotti, in passato gia' arrestato perche' avrebbe attirato Renatino nell' agguato mortale di via del Pellegrino, dietro a Campo de' Fiori. A quanto si e' appreso, Angelotti era coinvolto anche in altre vicende di droga. E con curriculum criminale e' anche Stefano Pompili, 50 anni, il malvivente rintracciato al Cto: arrestato nel 1999 per l'omicidio di un gioielliere a Firenze avvenuto nel 92 durante una rapina. La pista della rapina e' naturalmente quella privilegiata ma le indagini non scartano per ora nessuna ipotesi investigativa. E puntuali arrivano le polemiche sulla sicurezza con l'opposizione che parla di ''far west Roma''. Il sindaco Gianni Alemanno esprime ' solidarieta' e vicinanza ai gioiellieri che hanno sventato una rapina ai loro danni con un grande atto di coraggio'. 'Dobbiamo sostenere in tutti i modi - aggiunge - coloro che sono vittime di attivita' delinquenziali e troppo spesso si trovano costretti a difendersi da soli. Non appena la magistratura avra' completato la ricostruzione della vicenda, mi auguro di poter incontrare quanto prima in Campidoglio i gioiellieri che hanno reagito alla rapina per complimentarmi del loro coraggio e per esprimergli tutta la solidarieta' della nostra citta'''.








