Titanic: intorno a relitto cacciatori di tesori e polemiche
Oggi in asta a New York oltre 5.500 mila oggetti recuperati
11 aprile, 13:41
di Alessandra Massi
ANCONA - In ogni storia di naufragio, c'é sempre anche un tesoro. E il Titanic non fa eccezione alla regola. Il riconoscimento dell'Unesco, concesso pochi giorni fa, in occasione dei 100 anni dal naufragio, ha fermato una caccia al tesoro in corso da decenni sul sito del relitto, con prelievi di migliaia di cimeli, criticati dai parenti delle vittime, dai superstiti (finché c'erano) e dai loro discendenti, ma anche dal mondo scientifico. Subito dopo il naufragio e per molto tempo si favoleggiò di incredibili ricchezze custodite nella stiva e di come recuperarle: da una quantità imprecisata di lingotti d'oro a una mummia egizia preziosa e maledetta fino a qualche misteriosa sostanza connessa con l'energia nucleare.
Più banalmente, a bordo c'erano sicuramente un'auto di lusso, porcellane, un dipinto, un libro prezioso e i gioielli delle signore di prima classe, mai recuperati. Nel 1985 una spedizione franco-americana guidata dall'oceanografo Robert Ballard scoprì con l'ausilio di un robot sommergibile telecomandato il vero tesoro del Titanic: il relitto dello sfortunato transatlantico, a circa 4.000 metri di profondità, diviso in due tronconi a circa 600 metri di distanza l'uno dall'altro, con in mezzo un 'campo di detriti' cosparso di oggetti caduti durante il naufragio. Ballard esplorò più accuratamente l'area nel 1986, scendendo sul fondo a bordo del piccolo sommergibile Alvin collegato con un cavo al robot marino Jason Junior, che riuscì a penetrare nella parte interna del troncone di prua. Furono scattate molte foto del 'campo dei detriti': pile di piatti, occhiali, valige, la testa di una bambola di porcellana, un orologio, testate di letti, resti di panchine e varie scarpe, spesso vicine l'una all'altra a testimoniare il fatto che in quel punto, 74 anni prima, c'erano i corpi delle vittime, ormai decomposti e dissolti.
Per Ballard, il relitto è un monumento funebre da rispettare e il vero tesoro la documentazione fotografica sullo stato dei resti che sono in rapido deterioramento e che, secondo alcuni studiosi, potrebbero scomparire nel giro di 50 anni. Per un altro team invece la caccia al tesoro è cominciata proprio in quel momento: dal 1987 la Rms Titanic Inc, unica detentrice dei diritti, ha effettuato varie campagne prelevando migliaia di oggetti e nel 1994 addirittura una porzione dello scafo. I cimeli sono stati esposti in mostre in giro per il mondo: attualmente si possono vedere a Las Vegas, Kansas City, Orlando, San Diego, Detroit, Singapore. Oltre allo stop dell'Unesco, recentemente la Rms Titanic Inc ha cambiato politica, finanziando una spedizione fotografica high tech e infine mettendo un vendita in un solo lotto oltre 5.500 oggetti recuperati. L'asta si tiene oggi a New York.







