IL POETA DEL GOL - Il re di Piazza Maggiore
07 maggio, 00:05
Al di là del titolo tricolore e delle altre due squadre meritevoli d'entrare in Champions' League, su un pensiero mi concentro. Credo che il re di questo campionato sia Stefano Pioli.
Tra i mister, a mio avviso, è lui a svettare. Se penso ora al Bologna e guardo alla sua classifica, mi gusto un risarcimento, una ricollocazione nella giusta nicchia dopo anni e anni di opportuno "restauro". E se mi sento felice per l'oggi rossoblu, mi piace avventurarmi in affreschi remoti: Ceresoli, Puricelli, Sansone, Andreolo, Fedullo ed in quegli anni '30 in cui i duelli con la Roma, tra le altre squadre, furono spettacolari.
Pure, accostandomi ad un'età più sotto controllo, esente da foto seppiate e ovali come in una poesia di Montale, eccomi a donare carezze a Bulgarelli, Haller, Pascutti con un Dottore in panchina, non dimentichiamolo; ma non mi sfugge l'elegante posizione d'un biondo e "sempre liceale" Tazio Roversi. Mai visto fino ad allora in Italia un terzino destro biondo. Era quasi una "persona di lusso" nella marcatura a uomo, e pareva che non potesse esservi rudezza e decisione in quello sguardo gentile, in quel ciuffo bene in riga. Soltanto suggestioni, a ben vedere, se sull'uomo era puntuale nell'anticipo ed elegante nell'appoggio. (Oh, grazie Pioli, è con il tuo lavoro che sto spolverando gli archivi della Memoria). E ancora: da un continuo e diligente Cresci, ad un suono unico per uno stopper, Battisodo; fino al pungente e disarticolato e imprevedibile Bruno Pace sulla fascia sinistra; per finire dunque ai reduci dalla stagione classica come Roberto Vieri e Fausto Landini. Splendide pure le iperboli del Marino Perani allenatore che indicava nel prezzemolo qualità eccezionali per le sue teorie calcistiche.
Se avesse parlato di qualche oppiaceo me lo sarei immaginato al volo uno "Spleen di Bologna" o dei "Paradisi Artificiali" al Dall'Ara, ma addirittura il prezzemolo...! Poi mi si venga a dire che non v'è poesia nel Calcio e bizzarria nei personaggi che vi si aggirano. Dunque: bentornato Bologna. Sono quasi commosso a vedere i rossoblu petroniani così in alto e m'auguro di cuore che possano tornare a competere per il titolo. (Fantastici per una memoria tutta fanciulla certi filmati anni '60: Bologna-Inter, Milan-Bologna.) Mal compreso a Palermo, Pioli ha esposto la grinta con un credo semplice e una concretezza che forse deriva "anche" dal suo passato di difensore. Forse anche la sua figura è risultata importante; infatti non poca soggezione egli deve mettere agli interlocutori lungo la fascia. Le sue indicazioni su movimenti e collocazioni da mutare mi sono giunte sempre come imitabili, cioè come qualcosa da depositare nella mente e poi imitare in un gioioso silenzio.
E non sempre accade. Le cicche del Petisso, le fughe "paesane" e lungolinea di Pugliese, le corse di Mazzone, lo stare in piedi del Kaiser Franz, i completi di Guardiola. E adesso le indicazioni "alte", "lontane", dell'elegante Pioli. Comunque, felicità è anche ricevere libri. Cinquant'anni fa Lucio Mastronardi pubblicava "Il maestro di Vigevano". Grande libro come, sempre nel 1962, "La vita agra " di Luciano Bianciardi. Due grandi scrittori, due isolati. Due perseguitati dal "benessere", dal "moderno", dal "boom economico"; e poi da certa purezza e un eccesso di sensibilità che possono attentare alla psiche e sollecitare derive nell'alcool e portare anche al gesto estremo.
Dunque, tra il bello in arrivo, tra il consolante v'è di sicuro il libro "LA RIVOLTA IMPOSSIBILE -VITA DI LUCIO MASTRONARDI". L'ha scritta Riccardo De Gennaro, tardo ragazzo, attento e sensibile come un poeta e vicino a quegli scrittori in cui la vita è stata urticante e non facile da attraversare. Ecco una nuova possibilità (bellissima!) di finire nella vita di chi proprio la vita ha sofferto.
FERNANDO ACITELLI







