IL POETA DEL GOL - Le vacanze di Guardiola
di Fernando Acitelli
29 aprile, 22:09
Sono voci, dichiarazioni dell'istante, annunci per stupire. Queste le prime impressioni dalle parole del vecchio centromediano metodista del Barcellona. E' anche probabile che Josep Guardiola si sospenda per un anno dal suo mondo, forse giunto a quel momento claustrofobico dell'esistenza che richiede "ore d'aria", notti dissennate con moderazione, albe eleganti e profumate con addosso un intimo di seta a righe blu/seppia. E boxer da museo. Pure, a quel punto, dichiarandosi nel violetto il giorno, la possibilità di ripetersi: "Tenera è la notte". Gridarla verso la Costa Azzurra. Flaconi eau de toilette extra lusso sul mobilio siglato "Filippo II", acquisito e posto in salvo nel piccolo Escurial di quel lussuosissimo hotel col mare dinanzi. Vento della primissima alba che liscia il viso e promuove una metafisica umile, semplice, con i santi che quasi scendono "a sgranchirsi" le gambe. Essi si colgono sul rigo nebbioso dell'orizzonte. Quel vento apre un libro, lo scompiglia, mostra lo snodo del romanzo: la pagina della sentenza esistenziale di lui/di lei. Guardiola in disparte, in un suo cantuccio di mondo, a non studiare l'avversario ma a concentrarsi su di sé, finalmente, e suoi suoi affetti. Sui suoi "effetti" del cuore. Quiete, passeggio e amore. Tutti gli spogliatoi del mondo dimenticati, tutti i mister reclusi in un ripostiglio dorato; tutte le liste dei suoi convocati nelle vittorie mondiali - con tanto di disegnate tattiche - incorniciati e portati dietro, in un "nécessaire" Vuitton, a mobiletto. Quadretti poi esposti come icone accanto al letto a baldacchino. Entrata in orbita, così, delle sue grandi intuizioni. E tutta questa esposizione minore per tenere vivo il ricordo e per il puntello dell'io esiliato per 365 giorni. Questo l'anno che aspetta Guardiola, qualora fosse vero il suo attrezzarsi alla quiete. Giornate letterarie ma in disparte, forse anche pittoriche, fughe e ripartenze amorose in un reale senza avversari/statue ma comunque con sfide non meno impegnative in cui l'eleganza e la carezza saranno sempre presenti come per ribadire un credo interiore. Ma potrà sul serio accadere un esilio per Guardiola? Vorrei veramente che avvenisse, sia per osservare la differenza di gioco con il suo sostituto e poi per credere che sia sul serio possibile "uscire di scena" dopo tante gloriose campagne militari; inoltre, per far sì che nella sua mente si componessero nuove immagini e nell'animo un vigore nuovo. Perché è dall'animo, dal profondo che riparte tutto. Quello che mancherà lungo la linea del campo sarà, soprattutto, l'eleganza, e se la giacca o il completo lo potremo ammirare ancora in tutti, è pur vero che il "rigo" del fazzoletto al taschino - bianco per lo più, su grigio e blu - ebbene, quel lieve ma "dorato" tratto di mondo rimarrà una firma tutta sua.







