Addio a Carlo Petrini
Tra i primi a denunciare doping nel calcio
16 aprile, 16:18
ROMA - Lutto nel mondo del calcio. E' morto questa mattina nell'ospedale di Lucca Carlo Petrini, ex attaccante della Roma. Aveva 64 anni. Cresciuto nelle giovanili del Genoa, vesti' anche la maglia del Milan nel 1968-1969, del Torino ('69 a '71), con cui vinse la Coppa Italia 1970-1971. Petrini arrivo' nella Roma di Nils Liedholm nella stagione 1975-1976.
Carlo Petrini era ricoverato nel reparto di oncologia dell'ospedale di Lucca da sabato scorso. Le sue condizioni, secondo quanto si apprende da fonti sanitarie, al momento del ricovero erano gravissime. Da tempo malato di tumore l'ex attaccante di Milan, Torino e Roma era stato tra i primi a denunciare l'uso del doping nel mondo del calcio in particolare tra negli anni Sessanta e Settanta, ed era diventato una specie di 'fustigatore' del mondo del pallone. Coinvolto nello scandalo scommesse del 1980, Petrini abbandonò il calcio e ha poi raccontato le sue esperienze in diversi libri.
Carlo Petrini viveva a Lucca dal 2003. Dopo una squalifica per il calcio scommesse alla fine degli anni '70, aveva goduto dell'amnistia grazie alla vittoria ai mondiali dell'82. Tornato al calcio nelle serie minori aveva chiuso la carriera in Liguria. Dal 2005 era sposato con Adriana Clocchiatti, figlia dell'ex calciatore della Lucchese Giovanni Clocchiatti. Aveva subito ben cinque operazioni agli occhi e da alcuni mesi era diventato completamente cieco. Più volte negli ultimi anni, seppur già molto malato, aveva ricevuto giornalisti che lo intervistavano per le sue dichiarazioni e i suoi libri su doping e scommesse, nella sua abitazione a due passi dal centro storico.
SCRISSE LIBRO SU MISTERO BERGAMINI - Carlo Petrini, che nella sua carriera ha giocato anche nel Catanzaro dal 1972 al 1974, dopo avere smesso col calcio ha scritto numerosi libri tra i quali "Il calciatore suicidato". Per scrivere il volume, Pertrini indagò in prima persona sulla morte del calciatore del Cosenza Donato Denis Bergamini, travolto da un camion il 18 novembre 1989 sulla statale 106 a Roseto Capo Spulico (Cosenza). Petrini sostenne che la morte del calciatore era avvenuta per mano della criminalità locale, nonostante la magistratura avesse chiuso la pratica attribuendo la morte di Bergamini ad un suicidio. Una tesi quest'ultima, messa in dubbio dalla Procura di Castrovillari che su richiesta dei familiari di Bergamini ha riaperto l'inchiesta ipotizzando che il calciatore sia stato ucciso. In precedenza, nel 2000, Petrini aveva pubblicato la sua autobiografia, "Nel fango del dio pallone", in cui denunciava la pratica del doping che, a suo dire, già negli anni '70-'80 era dilagante.








