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Aut aut su responsabilita' toghe, se fiducia pdl vota no

Severino, prematuro parlarne. Scontro Pd- Pdl su 'salva- Penati'

16 giugno, 13:51
I ministri Patroni Griffi e Severino
I ministri Patroni Griffi e Severino
Aut aut su responsabilita' toghe, se fiducia pdl vota no

(di Paola Spadari)

Per il provvedimento anticorruzione votato faticosamente dalla Camera con mezzo Pdl contrario, la strada a Palazzo Madama si preannuncia tutta in salita. Anche perché la sorte del ddl è sempre più intrecciata con quella della responsabilità civile dei magistrati, che a questo punto il partito di Alfano e Berlusconi, come contropartita, vuole che passi nella formulazione più stringente possibile. Alfano ufficializza la posizione del partito: il Pdl a Montecitorio ha fatto passare il ddl anticorruzione ma al Senato la musica cambierà.

Nel senso che, se il governo deciderà di impedire modifiche alla norma sulla responsabilità civile delle toghe inserita nella legge comunitaria blindandola con la fiducia, il Popolo della Libertà non si farà scrupoli a votare contro. "Se ci sarà da scegliere se stare con il governo o con i cittadini, il Pdl sceglierà di stare dalla parte dei cittadini e non voteremo la fiducia", minaccia Alfano. L'aut aut del Pdl rimbalza a Palazzo Chigi, dove il ministro Paola Severino, al termine del consiglio dei ministri, si sforza di stemperare le polemiche e di aprire al dialogo. Parlare di ricorso alla fiducia , assicura, è ancora "prematuro".

"Ne discuteremo con i partiti - aggiunge - credo di essere sempre stata un ministro aperto al dialogo con tutte le parti interessate alla riformà". Dialogo sì, ma attenzione alle finalità del provvedimento, si affretta a dire Mario Monti in serata da Milano sottolineando che la questione "ha moltissimo a che fare con l'attrattività del Paese" che altrimenti allontana gli investimenti. Lo scontro tra i partiti, però, si concentra anche sulla norma cosiddetta "salva-Penati": il pdl sostiene che grazie alle nuove norme contenute nel disegno di legge anticorruzione l'ex presidente Pd della provincia di Milano potrebbe sfuggire al processo in cui è imputato. Ma il Pd nega risolutamente che il ddl contenga una norma "ad personam" favorevole a Penati e accusa il partito di Alfano e Berlusconi di cercare pretesti per far naufragare la nuova legge. "Non c'é nessuna norma salva-Penati", ripete Pier Luigi Bersani due volte ai cronisti. Aggiungendo: "Bisogna chiedere alla destra se si riuscirà a trovare un accordo. Noi siamo per chiuderlo domani mattina".

Ma il Pdl non si fa convincere. Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl a Palazzo Madama ammonisce: "Bersani non stia lì a smacchiare le leggi. La norma ad personam pro-Penati, suo indimenticato braccio destro, c'é. Ed io che combatto la corruzione quella norma non la voto. Bersani se lo metta bene in testa". "Siamo seri - è la replica del capogruppo del Pd Anna Finocchiaro - l'Italia ha un urgente bisogno di una legge contro la corruzione. Il testo passato ieri alla Camera è certamente perfettibile, ma è un buon testo e ed è importante per il Paese che diventi legge al più presto. L'unico modo per far sì che questo avvenga è non cambiarne una virgola e votarlo al più presto anche in Senato".

Pronta la controreplica di Gasparri: "Ovvio - dice - che la senatrice Finocchiaro non voglia cambiare il testo pro-Penati. Poi come glielo spiega a Bersani? E invece si cambia". "Se effettivamente questa norma esiste, noi interverremo per modificarla", conferma Angelino Alfano. Dall'Udc arriva l'appello al Pdl di Pierluigi Mantini :"Se Alfano pensa di recuperare voti andando contro l'azione di Monti e della maggioranza che lo sostiene commette un grave errore perché indebolisce l'Italia dinanzi all'Europa e ai mercati. E' il momento della responsabilità nazionale, nella faticosa ricerca di soluzioni e mediazioni, nella proposta comune utile al Paese. E' il momento della politica alta non delle scorciatoie elettorali che non convengono a nessuno", conclude.

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