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ESCLUSIVA VIDEO Parla Morando, ex autista del Trota

ESCLUSIVA Parla Morando, ex autista del Trota 30 aprile, 12:34

di Luca Giannelli

Fino a due anni fa faceva l'agente immobiliare e l'imprenditore edile a Tenerife e poi è arrivata la chiamata: "Umberto ha bisogno di un bodyguard in più". Oscar Morando, 40 anni, sposato e padre di due bimbe, si è trasferito ad agosto di due anni fa armi, bagagli e famiglia, vicino a Gemonio, accanto al 'Capo'. Quasi un mese dopo si è ritrovato alle 'dipendenze' di Renzo con un compito ben preciso: "La madre - spiega - mi aveva detto di controllarlo e di tenere d'occhio le sue amicizie". Ma dopo un po' i rapporti con il figlio del senatur si sono incrinati e per Morando non c'é stato più niente da fare. Come il suo collega Alessandro Marmello, nei giorni scorsi è stato licenziato dalla Lega "per giusta causa" perché, ha sostenuto il partito, "obbediva agli ordini" di Manuela Marrone, la moglie del leader, e di Rosi Mauro. Morando ripercorre i suoi 16 mesi di lavoro per la Lega Nord, un'esperienza che, promette, racconterà anche in un libro, scritto dall' "impiegato di secondo livello con mansioni di autista del segretario federale" della Lega Nord, come recita il contratto di assunzione, con circa 2.600 euro al mese di stipendio netto, le figlie alla scuola Bosina e l'affitto dei 65 metri quadrati pagati dal partito ma, precisa, soltanto fino a tre mesi fa. L'ex ombra del 'Trota' faceva un po' di tutto: "Studiavo anche per lui, guardavo i suoi progetti di legge, lo seguivo in tutte le sue attività. Fino all'11 marzo dell'anno scorso, quando la 'marcatura' di Renzo si è fatta troppo stretta ed è finita in una lite non più rientrata". L'ex autista spiega di non essere più riuscito, da allora, a parlare né con Bossi né con suo figlio, e di esser stato 'emarginato' in via Bellerio, dove, a suo dire, non gli sono più stati dati compiti per mesi e dove addirittura qualche collega gli aveva spiegato via sms: "non devo farmi vedere che sto con te". Morando ripete che la vicenda non è finita qui, perché impugnerà il licenziamento e presenterà denuncia per mobbing con annessa richiesta di risarcimento. "Speravo - dice ancora - che Renzo non mi trattasse come un giocattolo ma ascoltasse i consigli di chi gli voleva bene. Mi ha trattato come un gioco, questa è la verità". Anche lui, più o meno come Marmello, con i soldi del movimento rimborsava il Trota delle sue spese quotidiane, "dalle medicine alla benzina all'xbox ai ristoranti giapponesi di spicco e così via. Recuperavo gli scontrini, a fine mese facevo i conti e gli facevo trovare i soldi in una busta".

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