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Obama preme su lavoro, ora 'we can't wait'

Lotta per nomination Gop sara' lunga'

10 dicembre, 15:37
Obama con la Merkel
Obama con la Merkel
Obama preme su lavoro, ora 'we can't wait'

di Marcello Campo

''L'economia, le piccole imprese e i lavoratori americani non possono piu' aspettare: e' tempo che la politica faccia la sua parte''. Barack Obama, ribadendo quello che sembra essere il suo nuovo slogan ''We can't wait', torna a incalzare Capitol Hill a mettere da parte ogni conflittualita' e permettere al Paese di ripartire per battere la crisi. Nel frattempo, annuncia lo stanziamento di 2 miliardi di dollari in ricerca pubblica e privata allo scopo di aiutare imprenditori a crescere o a far ripartire le loro aziende. ''Ora pero' - insiste Obama - tocca al Congresso assumersi le sue responsabilita''. Un appello accorato, ma anche molto netto, al partito repubblicano che in questi mesi s'e' opposto con ogni mezzo a ogni proposta di riforma fiscale avanzata dalla Casa Bianca, a favore delle detrazioni per il ceto medio e di un contributo maggiore da parte dei superricchi. Barack Obama sa che ormai i vertici repubblicani difficilmente abbandoneranno il loro oltranzismo. Anche oggi il Senato ha bloccato la nomina voluta da Obama di un difensore dei consumatori alla guida di un' agenzia che tutela proprio i cittadini.

L'ennesimo schiaffo del Parlamento che ormai e' bloccato da un clima di totale cotrapposizione. Da tempo, anche i conservatori moderati piu' favorevoli al confronto, si trovano sono ostaggi dell'oltranzismo del Tea Party, che di fatto ha impedito ogni forma di accordo bipartisan. Non e' un caso che questo clima di forte scontro stia ormai diventando un terreo di battaglia politica, a meno di un anno dal voto presidenziale. Barack Obama, dopo il discorso di Osawatomie, di qualche giorno fa, ha imposto alla sua campagna elettorale un profilo molto chiaro, ergendosi a 'paladino del ceto medio', che si batte contro i repubblicani dipinti come i difensori dei ''ricchi'' e dei loro privilegi, di quel'1% contro cui da settimane si scaglia il popolo del 99%, quello di Occupy Wall Street.

Proprio oggi, David Axelrod, ha ricordato che all'interno del partito dell'asinello, in realta' coesistono due forze politiche nettamente divise tra loro: il Tea Party vicino a Newt Gingrich e il 'martini Party', formato dagli ultramiliardari che vedono Mitt Romney uno di loro.

E se Romney e' facilmente liquidabile come ''Mister 1%'', David Axelrod si scaglia anche contro Newt, a testimonianza che ormai la Casa Bianca comincia a fare la corsa anche su di lui. Ed e' proprio l'ex Speaker, secondo Axelrod, il primo responsabile della paralisi in cui si trova la politica americana. ''Lui e' il 'godfather of gridlock', come dire 'il padrino della stagnazione', del blocco, dei veti incrociati che portano al blocco totale. Nessuno piu' di lui - aggiunge Axelrod - ha fomentato l'atmosfera pesante che si respira a Capitol Hill, in cui i parlamentari non hanno piu' rispetto tra di loro e giudicano i propri oppositori dei nemici, squalificandoli non solo come avversari politici, ma anche come americani''

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