Schwazer, su google maps per trovare l'Epo
L'atleta interrogato dai magistrati
20 agosto, 18:01
Ha consultato Google Maps il marciatore Alex Schwazer per trovare farmacie in Turchia dove era probabile trovare l'epo. Lo ha detto ai magistrati bolzanini che lo hanno interrogato sulla vicenda del doping. Nel corso del'interrogatorio, Schwazer ha confermato di essere giunto in Turchia, ad Antalya, il 5 settembre dell'anno scorso. Il giorno successivo si è recato in una farmacia per acquistare la sostanza dopante, per ripartire poi il giorno dopo alla volta dell'Italia.
Una ricerca documentata di sostanze dopanti, ma che non risale più indietro del settembre 2011: sono le prime indicazioni che emergono dalle indagini della procura di Bolzano sul caso di doping del marciatore Alex Schwazer. Davanti al procuratore capo Guido Rispoli ed al sostituto Giancarlo Bramante, il marciatore altoatesino ha detto che la decisione di ricorrere al doping era nata dopo una serie di allenamenti durante i quali non era riuscito a ottenere tempi soddisfacenti. Successivamente, dopo la vittoria con un ottimo tempo in una 20 chilometri disputata in Germania, il progetto sembrava accantonato. Durante i successivi allenamenti per Londra, però, la condizione dell'atleta non sembrava adatta per partecipare alla 20 chilometri ed anche alla gara più lunga sui 50 km: da qui la decisione di ricorrere al doping. Schwazer ha detto di aver nascosto l'epo in una scatola di un 'innocuo' antidolorifico, il Voltaren, per evitare complicazioni all' aeroporto. Nel computer dell'atleta, infine, gli inquirenti hanno trovato tracce di ricerche su sostanze dopanti ed una cartella con alcuni file con informazioni sull'epo. Tutto ciò a partire da settembre 2011. Prima di questa data non risultano attività di questo genere. Non risulta nemmeno ai magistrati, almeno al momento, l'intervento di terze persone.







