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Giappone-Cina, ai ferri corti per isole contese

Sbarchi continui di attivisti per rivendicare la sovranità - FOTO

20 agosto, 13:59
Giappone-Cina, ai ferri corti per isole contese

TOKYO - Il governo nipponico ha 'congelato' la richiesta di sbarco alle Senkaku, contese tra Giappone e Cina, presentata dall'influente governatore nazionalista di Tokyo, Shintaro Ishihara, per ribadire i propositi sulle isole. Lo ha detto il capo di gabinetto, Osamu Fujimura, secondo cui la mossa di Ishihara risale a venerdì, nel pieno dello scontro diplomatico tra Tokyo e Pechino. Il governatore ha annunciato di recente la volontà di visitare e acquistare le isole allo scopo di rafforzare la sovranità nipponica.

Fujimura, nel corso della conferenza stampa del mattino, ha spiegato che il governo ha deciso di tenere in stand-by la richiesta di Ishihara perché carente di dettagli quali la data dello sbarco e su chi sarebbe andato. "Prenderemo una decisione basata sulle ragioni dello sbarco, sui desideri dei proprietari delle isole (quasi tutte nel controllo della famiglia Kurihara, ndr) e sull'obiettivo del governo di mantenere e gestire le isole in modo pacifico e stabile", ha aggiunto il capo di gabinetto. Parole di disappunto sono state espresse sull'iniziativa dei 10 attivisti nazionalisti giapponesi che ieri hanno voluto far sventolare la Hinomaru, la bandiera nipponica, su Uotsuri, la principale isola delle Senkaku. "Si è trattato di un episodio deplorevole", ha detto Fujimura, ricordando che la politica dell'esecutivo del premier Yoshihiko Noda è vietare gli sbarchi ad eccezione dei casi specifici dove sono coinvolti funzionari governativi giapponesi. Fujimura, tuttavia, ha respinto le proteste di Cina e Taiwan, che rivendicano la sovranità sul piccolo arcipelago nel mar Cinese orientale, definendole "inaccettabile". Anche lo sbarco dei 10 attivisti nipponici, "é una questione interna: le Senkaku sono parte integrante del territorio giapponese, sia dal punto di vista storico sia in base al diritto internazionale".

 

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