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Mattoni in testa per non morire di fame

di Stefano D'Agostino

Intere famiglie arrivano dall'India per non morire di fame. E' il tragico viaggio della speranza di migranti indiani, bambini compresi, nelle fabbriche di mattoni a Lalitpur, una valle nei pressi della capitale Kathmandu. I lavoratori trasportano un peso gigantesco sulla testa per ricevere alla fine della giornata un gettone di presenza. E' l'unico giustificativo del lavoro, che garantisce la paga e che vale 'oro'...

Il lavoro nelle fabbriche di mattoni nepalesi è stagionale e attrae dall'India le fasce piu' povere della popolazione. Quelle che non possono permettersi di migrare verso i paesi più ricchi, in particolar modo europei.

I migranti vivono con le loro famiglie all'interno delle fabbriche di mattoni dove l'aria e' molto inquinata e sono del tutto assenti moderni impianti di filtraggio. Soprattutto i bambini ne risentono andando incontro a gravi malattie respiratorie. Alto e' anche l'abbandono delle scuole nei loro paesi di origine. Da tempo le organizzazioni umanitarie denunciano lo sfruttamento, ma con pochi risultati concreti.

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