di Paolo Levi
Secondo i sondaggi è il favorito nella corsa all'Eliseo, Francois Hollande, l'uomo che gira per Parigi in motorino e che promette di essere un 'presidente normale', proprio l'opposto dell'iper-presidente Nicolas Sarkozy, che vuole scalzare e che accusa di concentrare tutti i poteri su di sé. Leader del Partito socialista dal 1997 al 2008, Hollande, il politico senza esperienze governative alle spalle - che è riuscito a dimagrire 10 chili in qualche mese riducendo vino, formaggio e cioccolata - viene percepito oggi come un uomo serio e rassicurante, calmo, metodico e organizzato. Tra le sue grandi promesse c'é quella di cambiare la Francia. Ma anche l'Europa, rimettendo mano al Trattato di bilancio dell'Ue, il cosiddetto 'fiscal compact', approvato a inizio marzo. Hollande vorrebbe modificarlo inserendovi la dimensione della crescita. Una prospettiva che non piace a numerosi leader europei, a partire dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, che infatti si è apertamente schierata a favore di Sarkozy. Per far questo, il candidato socialista conta moltissimo sull'appoggio dell'Italia, che spera voglia aiutarlo - nel caso di una sua vittoria all'Eliseo - a cambiare le cose a Bruxelles. Nei numerosi comizi che ha tenuto in queste settimane ai quattro angoli della Francia - dove è sempre apparso in un sobrio completo blu presidenziale usando l'espressione 'il candidato uscente' per riferirsi a Sarkozy - Hollande si è presentato come l'uomo in grado di cambiare il Paese, appoggiandosi sullo slogan 'Le Changement c'est maintenant' (Il cambiamento è adesso). Favorito nei sondaggi dopo l'uscita di scena di Dominique Strauss-Kahn, Hollande è uscito vincente dalle primarie socialiste lo scorso autunno, battendo nettamente Martine Aubry, segretario del partito. A 57 anni, ha messo al centro della sua strategia elettorale la riforma fiscale (promettendo, tra l'altro, un'aliquota al 75% per i redditi superiori al milione di euro), le difficoltà del mondo giovanile, ma anche nuovi posti di lavoro nella funzione pubblica, in particolare nell'istruzione, nozze e adozioni per le coppie gay. Gli avversari politici, ritengono che il programma socialista non tenga conto della gravità della crisi economica. Tanto che Sarkozy è arrivato a dire che una vittoria di Hollande rischierebbe di trascinare la Francia nella stessa situazione della Grecia. Ex compagno di Segolene Royal, sfidante di Sarkozy nelle elezioni presidenziali del 2007, dalla quale ha avuto quattro figli, Hollande condivide oggi la sua vita con una giornalista politica, Valerie Trierweiler, che lo ha seguito nella tournee elettorale. Martine Aubry, sua principale rivale nel voto interno dell'autunno, lo criticò per il suo atteggiamento troppo bonario. "Non si combatte una destra dura con una sinistra molle", tuonò la Aubry. Un argomento tirato fuori nei mesi scorsi anche dalla Royal. "Il suo punto debole è l'inazione", avvertì Segolene, che per trent'anni ha vissuto al suo fianco. Oggi però i socialisti fanno quadrato intorno a lui. E la stessa Royal ha messo da parte i veleni del passato salendo sul palco di un recente comizio a Rennes, per manifestare all'ex partner il suo completo appoggio. Per lungo tempo, nella famiglia socialista, Hollande - che si è diplomato all'Ena, la scuola delle elite francesi, insieme a Segolene, e che da giovane ha attraversato l'Europa con i suoi amici a bordo di una vecchia Renault J7, la versione francese del camioncino Volkswagen, ascoltando i Beatles e Jimi Hendrix - è stato considerato per anni come una personalità di secondo piano. Non era altro che l'uomo ombra al servizio dei big: Francois Mitterrand, Jacques Delors, Lionel Jospin. I francesi conoscono il suo percorso e le sue sofferenze. "Per essere eletto - ha detto una volta - è necessario essere stati feriti, per essere amati è necessario aver sofferto". Nel 1974, quando era ancora ventenne, partì un'estate negli Stati Uniti per condurre uno studio sui fast-food. Durante il lungo viaggio, che lo portò da New York a San Francisco, scrisse un lungo rapporto dicendo che prima o poi quel sistema sarebbe arrivato anche in Francia. "Avrei potuto fare fortuna con gli hamburger - racconta all'Herald Tribune - ma alla fine ho scelto la politica". Tra pochi giorni saprà se ha fatto davvero la scelta giusta.







