Scenderanno in pedana senza la paura nelle gambe. Il secondo posto dietro alla Russia confermato anche dopo la difficile esibizione con i tre nastri e i due cerchi alza il morale delle azzurre delle ritmica: la medaglia è a un passo, anche se nella finale a otto di domenica il 55.800 con cui hanno chiuso le due rotazioni non servirà. Tutto riazzerato, anche il 56.375 che mette una spanna avanti le russe e la sfida per l'oro sembra tutta tra le due nazionali. Elisa Blanchi, Elisa Santoni, Romina Laurito, Anzhelika Savrayuk, Marta Pagnini e Andreaa Stefanescu adesso ci credono, perché il 27.700 dato dai giudici sgombera il campo da dubbi e incertezze. "Ci hanno detto che le russe sono state pulite e tanto basta. I punteggi sono corretti e ci danno la possibilità di giocarcela - dice la capitana Santoni che cerca anche il riscatto dal 'furto' di Pechino - Era frustrante fare bene, con gli stessi esercizi con cui avevi vinto il mondiale, e poi ritrovarsi a un punto di distacco, già a metà gara. Margini di miglioramento ci sono, possiamo essere ancora più precise e guadagnare nell'esecuzione. Il messaggio che arriva dalle giurie é confortante; sembra un discorso tra noi e la Russia. A questo punto che vinca il migliore". Soddisfatta anche l'allenatrice capo, Manuela Maccarani. "Le ragazze sono state coraggiose e hanno tenuto la pedana con grande autorità - dice - I punti contano poco, perché domenica si riparte tutti da zero. Ma fanno morale". Resta fuori dalla finale invece, nella gara individuale, l'azzurra Julieta Cantaluppi a cui non basta recuperare tre posizioni. Riflettori puntati sulla Wembley Arena: l'Italia della ritmica ci riprova per dimenticare Pechino e arrivare anche sul podio olimpico. La Russia è a un soffio, l'oro non è una missione impossibile