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Cio, vinta battaglia doping non guerra

Controlli costanti e fino a otto anni prima carte vincenti

Il pianto di Alex Schwazer
Il pianto di Alex Schwazer

LONDRA - Controlli a sorpresa "nelle 24 ore durante tutto l'anno" e possibilità di riesame dei campioni di urina e sangue fino a otto anni prima. E' anche con questi metodi che l'antidoping "sta vincendo una battaglia, anche se non la guerra". Lo assicura il direttore della comunicazione del cio, Mark Adams, spiegando così il fatto che dall'inizio dei Giochi di Londra soltanto un atleta sia risultato positivo ad un controllo dopo la gara, il judoka americano Nicholas Delpopolo. E per di più ad una sostanza che non migliora le prestazioni sportive, la cannabis. Tra le novità più importanti nelle iniziative contro l'uso di sostanze proibite c'é l'obbligo di conservare per otto anni i campioni prelevati alle Olimpiadi. E Adams non esclude che, dopo la sua esclusione dai Giochi di Londra per avere assunto epo, possano essere sottoposti a nuove analisi quelli prelevati ad Alex Shwarz dopo la trionfale 50 km di marcia di Pechino, dove vinse l'oro.

Erano stati proprio i nuovi esami su campioni conservati addirittura dalle Olimpiadi di Atene del 2004 a portare nei giorni scorsi all'esclusione dalle gare di Londra del lanciatore di martello bielorusso Ivan Tikhon. "In questo modo - sottolinea Adams - gli atleti che imbrogliano sapranno che se anche riescono per qualche motivo a farla franca in un'Olimpiade, c'é sempre la possibilità di perdere la medaglia per controlli anche a diversi anni di distanza". Finora sono stati poco meno di 4.000 i controlli antidoping effettuati a Londra dall'apertura del Villaggio Olimpico, il 25 luglio. "Vengono regolarmente controllati - ha precisato il portavoce del Cio - i cinque primi classificati di ogni gare e altri due atleti a sorteggio. Ma sono soprattutto la possibilità di controlli a sorpresa in ogni momento e quella di nuove analisi fino a otto anni a rendere più efficace il sistema. Stiamo facendo un grande lavoro, e gli atleti sanno che non possono sfuggire".

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