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Tiro a volo, azzurri tutti da podio

Sesta olimpiade per Pellielo, ancora a caccia dell'oro

Giovanni Pellielo
Giovanni Pellielo

C'e' un'Italia che alle Olimpiadi di Londra potrebbe finire tutta sul podio. Alla fine forse non sara' cosi', ci vorrebbe anche tanta fortuna, ma la squadra azzurra del tiro a volo presenta otto atleti, ognuno dei quali ha le carte in regola per finire fra i primi tre. Quindi, come da tradizione, non tornera' a casa a mani vuote. L'Italia della fossa, skeet e double trap ha ottenuto il massimo di carte olimpiche possibili, 8 in tutto, poi i tre ct Albano Pera, Mirko Cenci e Francesco Fazi hanno fatto le loro scelte per tempo, annunciandole a maggio. Decidere la 'formazione' non e' stato facile: gli italiani quando si tratta di sparare ai piattelli hanno la mira giusta, quindi in qualche caso si e' dovuto procedere ad esclusioni dolorose.

Alla fine i prescelti sono stati Giovanni Pellielo, Massimo Fabbrizi e Jessica Rossi per la Fossa, Ennio Falco, Luigi Lodde e Chiara Cainero per lo Skeet e Francesco D'Aniello e Daniele Di Spigno per il Double Trap. La meta' di loro, quindi quattro tiratori, hanno gia' vinto medaglie ai Giochi: Ennio Falco e' stato oro ad Atlanta 1996, Chiara Cainero oro a Pechino 2008 mentre sempre in Cina D'Aniello e' stato argento. Il 42enne Pellielo, per il quale quella londinese sara' la 6/a Olimpiade (e' uno dei veterani di tutta la spedizione targata Coni e 'griffata' Armani) di medaglie ne ha vinte 3: d'argento ad Atene e Pechino, di bronzo a Sydney. Ovvio che a Londra punti al poker, magari conquistando il metallo che gli manca, quello piu' prezioso.

Ma anche dopo Londra 'Johnny il cecchino' non smettera', visto che ha nel mirino anche Rio 2016. Ad Atene fu battuto da un fuoriclasse come il russo Alipov, a Pechino spunto' a sorpresa il 'carneade' ceco Kostelecky. Quanto agli azzurri del piattello non ancora saliti sul podio olimpico, in tre lo hanno comunque gia' fatto ai Mondiali, a testimonianza del valore di questa squadra: Jessica Rossi ha vinto, ancora da minorenne (aveva 17 anni), il titolo iridato nel 2009, mentre l'anno scorso ha portato a casa la Coppa del mondo. Fabbrizi e' il campione del mondo in carica della fossa, mentre Di Spigno e' stato due volte campione del mondo e sei volte d'Europa. L'unico per ora a secco di titoli e' Lodde, che pero' ha solo 32 anni, eta' che nel tiro a volo concede ancora molte possibilita' di vittoria. ' Ma il tiro a volo olimpico, in cui i principali avversari degli italiani dovrebbero rivelarsi alla fine i soliti americani, potrebbe riservare gloria anche ad altri azzurri che hanno cambiato lavoro, fanno i ct e testimoniano la bonta' della scuola tecnica Fitav guidando altre nazionali. Cosi' l'olimpionico di Atene Andrea Benelli e' il ct di un team forte come quello di Cipro, che schierera' padre e figlia nello skeet, ovvero gli Andreou, il 38enne Antonakis e la 17enne Panagiota. Roberto Scalzone (figlio dell'olimpionico di Monaco '72) guida il Qatar, mentre l'ex iridato Pietro Genga e' il ct della Danimarca. Doppio incarico per Marcello Dradi, sulla 'panchina' dell'India ma anche allenatore della britannica Charlotte Kerwood. Ct italiani anche per Brasile (Carlo Danna) e Turchia (Diego Gasperini), mentre il Kuwait non ha piu' Mirco Cenci (tornato alla guida dell'Italia) ma presenta un altro caso di padre e figlio, con il 49enne falconiere, ed ex iridato, Abdullah Al Rashidi nello skeet ed il 19enne Talal Al Rashidi nella fossa.

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