La locanda rossa, agriturismo delle donne
Dormire e mangiare a Tarquinia
30 luglio, 16:02La zona di Tarquinia è ricca di agriturismi che offrono sia ristorazione che alloggio. Il Poggio Nebbia per esempio svetta su di un colle panoramico a 130 metri sul livello del mare (con vista a 360° che va dal mar Tirreno ai monti della Tolfa), mentre il Casale Pantano, nella vallata del fiume Mignone, è un antico casale ristrutturato dell’epoca delle grandi bonifiche.
L’agriturismo Lupo Cerrino, invece, sviluppato su una terra ricca di falde acquifere e di eucaliptus, è circondato da un frutteto di circa 100 piante, una vigna, un orto, un carciofeto e 100 piante di olivo di cui 30 secolari (vendita diretta dei prodotti). Una delle strutture più originali è però la Locanda Rossa, forse un poco distante da Tarquinia, ma capace di grande comfort e relax, con le sue camere e, soprattutto, i suoi appartamenti. Ristrutturata secondo i criteri dell’architettura sostenibile, vanta 40 pannelli solari (che riscaldano anche l’acqua della piscina esterna) e 1500 metri quadrati di impianto fotovoltaico nascosto in un oliveto (tutta l’energia in esubero viene immessa in rete).
Produttore di olio extra vergine di oliva (riconosciuto IGP Toscano) e ottima cantina, ha scarsa (quasi nulla) copertura di rete cellulare, e quindi l’inquinamento elettromagnetico è nullo e decisamente ridotto lo stress da iperconnessione. La proprietaria, Lorenza Jona Celesia, ha voluto una Locanda di donne, dalla interior designer Valeria Giuliani al personale, tra l’altro tutte molto giovani (l’unica vera eccezione è lo Chef Gianpiero Cesarini, associato a Slow Food).
Gli interni dell’agriturismo ospitano una piccola collezione di opere d’arte dove il fil rouge è la natura: le rose di gomma di Paolo Cannevari, un erbario di Mario Merz, un bellissimo paesaggio di Elgher Esser, gli alberelli a china di Massimo Bartolini, gli acquerelli di Tristano di Robilant.








