Percorso:ANSA > In Viaggio > Nel Mondo > Un museo su Muhammad Alì, il 'più grande'

Un museo su Muhammad Alì, il 'più grande'

A Louisville (Kentucky, USA) rivive il mito del 'pugile più grande'

15 giugno, 16:09
Louisville: Muhammad Ali' Center Louisville: Muhammad Ali' Center

A Louisville, la città più popolosa del Kentucky nel sud degli Stati Uniti, famosa per il Derby che prende il nome dallo Stato e che si tiene ininterrottamente dal 1875 (all'ippodromo cittadino di Churchill Downs), c'è una forte passione per lo sport, in tutte le sue forme. E c'è anche l'unico museo al mondo dedicato al 'pugile più grande', Muhammad Alì, che proprio a Louisville è nato settant'anni fa. 

Cassius Marcellus Clay, questo il suo nome prima della conversione all'Islam, è diventato famoso anche in Italia vincendo alle Olimpiadi di Roma del 1960 la medaglia d'oro per i pesi medi di boxe. Il titolo di atleta del secolo assegnatogli all'inizio del 2001, meritatissimo, e forse riduttivo rispetto a tutto quello che ha fatto nella sua vita. All'apice della carriera e' stato l'uomo piu' famoso del pianeta, capace di oscurare i Beatles, Re e capi di Stato e tanti altri leader religiosi, divi e personalita' che quando lo incontravano per prima cosa gli chiedevano l'autografo. Campione del mondo dei pesi massimi, ma ancora di più simbolo della lotta all'apartheid, dell'uguaglianza dei diritti, del riscatto sociale e dell'orgoglio dei neri d'America (''per noi e' Dio'', spiego' il regista Spike Lee), è stato amico di amico di Martin Luther King e Malcolm X, e di tutti coloro che manifestavano contro la guerra in Vietnam. E poi, candidato al premio Nobel per la Pace, vincitore dell'Oscar per il miglior documentario con 'Quando eravamo re', ed icona della pop art immortalata Andy Warhol. 

Affetto, e indebolito, da diversi anni dal morbo di Parkinson, Ali ha cio' nonostante dato vita a una struttura pubblica per la raccolta di fondi per la ricerca della malattia, e si e' sempre impegnato di persona in numerose opere di beneficenza e per una riforma del pugilato.

Tutto questo è raccontato attraverso, spezzoni filmati, testimonianze fotografiche e 'memorabilia' nel museo aperto nel 2005 nel Muhammad Ali Center (www.alicenter.org), il centro culturale fondato dallo stesso campione e la moglie Lonnie nel 1997. Le pareti e ogni metro quadrato dell'edificio di sei piani che ospita il museo alternano la storia del pugile a quella dell'uomo che ha viaggiato il mondo per promuovere il suo messaggio di speranza, pace e comprensione. Ma Il museo non e' solo la celebrazione della vita del pugile piu' volte campione del mondo nei pesi massimi, autodefinitosi ''The Greatest''. Il Centro ospita infatti anche 5.000 tra disegni e dipinti realizzati da bambini di 141 Paesi sul tema del 'Sogno e Speranza', dal titolo 'Voci da Mondo'. Due gallerie d'arte ospitano anche a rotazione mostre ed eventi culturali legati allo sport e alle attività umanitarie del Muhammad Ali Center.

Al centro del museo anche un vero e proprio ring ricreato sulla base di quello usato a Deer Lake in Pennsylvania da Ali per l'allenamento, oltre ad una sala teatro in cui viene continuamente proiettato un filmato che racconta la storia del campione.

E, a pochi passi di distanza, il 'tempio del baseball'
Uscendo dal Muhammad Ali Center il colpo d'occhio e' dato da una gigantesca mazza da baseball al centro di una piccola piazza, che rappresenta un altro dei grandi amori della città verso lo sport. La mazza, che pesa oltre 30 tonnellate (68,000 pounds) ed e' considerata la piu' grande al mondo, è il biglietto da visita dello 'Slugger Museum and Factory' (www.sluggermuseum.org) il 'tempio del baseball'.

Il museo e' stato inaugurato nel 1996 e oltre a fabbricare le mazze da baseball delle piu' importanti squadre del paese, e' una sorta di 'Hall of Fame' del secondo sport piu' popolare negli Stati Uniti dopo il football. Il giro nel museo consente di vedere come viene realizzata una mazza da baseball. Il pezzo forte del museo e' il 'Signature Wall' con oltre 6mila autografi incisi a fuoco nel legno di leggende come Babe Ruth, Joe DiMaggio, Ken Griffey.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA