Ponte del 1 maggio alle Cinque Terre
Dopo l'alluvione i borghi tornano a splendere
27 aprile, 12:17( Di Paola Mentuccia)
Monterosso, Vernazza, Cornigli, Manarola, Riomaggiore. I borghi sulla riviera ligure di Levante tra Punta Mesco e Punta di Montenero, note come Cinque Terre, riacquistano splendore a primavera, dopo la dolorosa ferita dell’alluvione del 25 ottobre scorso. Il lungo lavoro degli abitanti della provincia di La Spezia ha permesso la rinascita del tratto di costa a soli pochi mesi dalla calamità. I panorami mozzafiato, gli odori e i sapori caratteristici non hanno smesso di conferire fascino a questa splendida zona del territorio italiano che nel 1997 è stata proclamata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco.
Vernazza e Monterosso. Sul molo e sulla piazza di Vernazza, il paese più colpito dall’alluvione insieme con Monterosso, le attività commerciali e turistiche sono pronte ad accogliere visitatori e tra non molto apriranno anche negozi e hotel lungo la via principale. A dare il via alla nuova stagione turistica è stato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che, il 21 marzo scorso, ha visitato a piedi l’intero borgo. Sono quasi ultimati anche i lavori a Monterosso, dove le attività hanno quasi tutte riaperte già da qualche settimana. Oggi queste terre conservano la memoria del tragico episodio che le ha colpite ma, grazie all’amore dei loro abitanti, si mostrano nella bellezza che da sempre le contraddistingue attirando migliaia di turisti. “Il lavoro da fare è ancora intenso ma sicuramente per i prossimi ponti primaverili e per la stagione estiva Monterosso, Vernazza e tutte le Cinque Terre ma anche tutte le altre zone colpite dall’alluvione sono pienamente fruibili – ha assicurato Angelo Berlangieri, assessore al Turismo della Regione Liguria - Devo dire che i miei concittadini hanno dimostrato una forza e un amore per la propria terra pazzeschi e abbiamo rimesso in piedi una situazione che sembrava irrecuperabile”. Sentieri e trekking.
I lavori di ripristino proseguono anche sul fronte della rete sentieristica. Il sentiero Azzurro, il più colpito dall’alluvione, è quasi totalmente ripristinato. La celebre via dell’Amore è aperta, il 6 aprile scorso è stato riaperto il tratto Vernazza-Monterosso, e, in corrispondenza dei tratti chiusi, sono stati abilitati percorsi alternativi che offrono tratti panoramici notevoli. “Recentemente abbiamo stanziato, sia come Regione che con un fondo della Protezione Civile per l’evento alluvionale, - ha detto l’assessore Berlangieri – 800 mila euro a favore dei Comuni del parco Cinque Terre destinati alla rete sentieristica”
. Il Parco Nazionale delle Cinque Terre suggerisce tre percorsi agli amanti del trekking: il primo, l’anello di Monterosso, prevede la salita verso punta Mesco con il sentiero n.10 fino a raggiungere l’Eremo di S. Antonio. Si prosegue sullo stesso sentiero fino a incrociare il n.1. (Colla Bagari - Colla di Gritta – Soviore – Portovenere) giungendo al Santuario di Soviore e si scende, mediante il sentiero n.6, verso il paese. Incamminandosi sul secondo percorso, Monterosso-Vernazza, si raggiunge il Santuario di Soviore attraverso il sentiero n.9 per proseguire sul n.1 in direzione Termine-Portovenere e poi sul sentiero 8b in direzione Reggio: dopo una visita al santuario, si scende a Vernazza. Infine il percorso Manarola-Corniglia: si sale verso la frazione di Volastra attraverso il sentiero n.6 e, imboccando il 6d, si passa attraverso una distesa di vigneti su un paesaggio mozzafiato, fino a raggiungere l’incrocio con il sentiero n.7 per poi scendere verso il paese. Memoria e valorizzazione. Alcune iniziative sono state promosse per riportare le Cinque Terre allo splendore di sempre. Si è concluso il 17 aprile il concorso indetto da Agriturismo.it che ha invitato i suoi utenti a inviare una foto che rappresentasse il proprio ricordo più bello delle Cinque Terre. E non c’è miglior premio che un soggiorno in loco.
È invece aperta al pubblico fino al 4 maggio all’Archivio Storico del Comune di Genova, a Palazzo Ducale, la mostra “La memoria nel fango. L’alluvione in Liguria e gli archivi”, curata dalla Soprintendenza Archivistica per la Liguria. Si tratta di una galleria di immagini recuperate dal disastro dell’alluvione, che testimoniano la storia ligure nella vita artistica e sociale dei suoi abitanti. Sempre a Genova, al Galata Museo del Mare, fino al 13 maggio sono esposte le opere di Antonio Barrani, pittore di Vernazza nella mostra “Le Cinque Terre ritrovate”.









