Sisma Indonesia: tour operator, il peggio e' passato
Rientrato allarme tsunami
11 aprile, 18:12(di Antonio Giovannini)
Spiagge evacuate, hotel e market in prima linea sgomberati, turisti e residenti indirizzati verso la montagna che sovrasta Patong beach, chiuso l'aeroporto a scopo precauzionale, ma niente panico. E' il quadro dopo l'allerta-tsunami tracciato al telefono con l'ANSA da Phuket, in Thailandia, da un tour operator parmigiano, Massimiliano Dall'Aglio, che da anni risiede nel Paese asiatico e che visse gia' sulla propria pelle i momenti ben piu' drammatici legati al violento e tragico tsunami del dicembre 2004. ''L'esperienza maturata da allora ha permesso in questo caso di gestire meglio i momenti successivi all'allerta'', spiega. E non c'e' stato alcun problema, sottolinea, per i turisti, in particolare quelli italiani: ''I miei clienti non hanno avuto problemi e non hanno nemmeno mostrato una particolare preoccupazione. Li ho sentiti, alcuni erano gia' tornati in albergo, in aree piu' interne rispetto alla spiaggia. Non c'e' stata alcuna criticita'''.
''Qui a Phuket - spiega Dall'Aglio - sono suonate le sirene per l'immediata evacuazione delle spiagge, gli alberghi piu' vicini al mare sono stati sgomberati, c'e' stato un fuggi fuggi generale. Del resto, i thailandesi hanno un carattere un po' emotivo, ma non ho notato vere e proprie scene di panico''. Caos nel traffico, questo si': ''Si sono creati ingorghi, le strade sono strette, ho visto io stesso qualche incidente, giravano in tre o quattro su una moto''. Nulla a che vedere, comunque, con i drammatici flashback di otto anni fa. ''Ad alcune ore di distanza da questa allerta - aggiunge - posso dire che sta tornando anche una certa normalita'. Le tv thai parlano ovviamente non stop di questo fatto, con interviste e servizi, ma stanno cercando di tornare gradualmente anche al solito palinsesto. Il peggio e' passato''. Quel 26 dicembre 2004, invece, fu il primo di una serie di giorni convulsi per Massimiliano e gli altri responsabili della 'Lupo', fatti di spostamenti frenetici tra la sede del tour operator, alberghi, ospedali e centri di accoglienza per assistere non solo i loro clienti, ma anche i turisti 'fai da te' che a Phuket avevano perso documenti o erano in difficolta'.
Gli italiani residenti nell'isola thailandese lavorano quasi tutti nel settore turistico, molti hanno ristoranti e hotel. Proprio l'associazione che li riunisce, il Club Phuket-Italia, fu tra le prime a mobilitarsi allestendo anche un centro di raccolta in un hotel di Patong beach per fornire assistenza ai connazionali, in vista del rimpatrio. Paura e scene di panico in alcuni resort alle Maldive ma anche qui, assicura Federviaggio, Federazione del turismo organizzato aderente a Confcommercio, i turisti non hanno avuto conseguenze, solo alcuni disagi, durati circa 4 ore, il tempo in cui e' durato l'allerta tsunami, poi rientrato. ''In Indonesia, le isole verso le quali si dirigono i turisti sono Bali e Lombok - spiega Alberto Corti, direttore di Federviaggio - meta di un turismo di lusso o di viaggi di nozze; né Bali né Lombok sono state colpite dallo tsunami. Quanto a Sumatra, l'isola è sempre stata oggetto di un turismo di elite, spesso non organizzato, ma dallo tsunami del 26 dicembre 2004 Sumatra non è quasi piu' oggetto di programmazione turistica da parte della gran parte dei tour operator''.
IL SISMA IN INDONESIA
E' rientrato l'allarme tsunami in tutto il sudest asiatico, dopo che stamani un terremoto di magnitudo 8.7 e' stato avvertito al largo dell'isola indonesiana di Sumatra. La prima fortissima scossa si è verificata alle 14.38 ora locale (le 10.38 in Italia) nelle acque a 434 km a sudovest di Banda Aceh, secondo quanto riferito dall'Usgs, l'istituto americano di geofisica.
Una seconda, di magnitudo 6.5, è stata registrata poco dopo. Immediato è scattato l'allarme tsunami dal centro di allerta del Pacifico. Il sisma è stato avvertito molto forte anche a Singapore, in Thailandia e nella parte meridionale dell'India, paesi che, insieme a Indonesia e Sri Lanka, hanno lanciato l'allarme tsunami. "Il terremoto è stato sentito molto forte. E' saltata l'elettricità, ci sono ingorghi per arrivare in luoghi più alti.
Ovunque risuonano sirene e versi del Corano dalle moschee", ha detto il portavoce dell'agenzia indonesiana per la gestione dei disastri che ha inviato una squadra di soccorsi ad Aceh. Le autorità di Bangkok hanno chiesto alle popolazioni di abbandonare le coste del Mare delle Andamane per ripararsi "in alto" ed è stato chiuso l'aeroporto di Phuket, nel sud della Thailandia.
Momenti di panico si sono avuti anche in India in particolare a Kolkata e Chennai dove la gente è scesa in strada, mentre la scossa è stata avvertita chiaramente anche a Bangalore, Bhubaneswar e Mumbai. L'India ha esteso il suo allarme tsunami anche agli Stati dell'Orissa (nell'est) e del Kerala (a sud), dopo l'allarme rosso già lanciato per le isole Andamane e Nicobar.
Al momento, ha assicurato il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono all'emittente indiana Ndtv, non ci sono notizie di vittime, mentre la Farnesina, attraverso l'Unità di crisi, sta compiendo verifiche sull'eventuale presenza di italiani nelle zone coinvolte.
L'Isola di Sumatra era stata scossa il 26 dicembre 2004 da un sisma di magnitudo 9.1 e 9.3 che provocò uno tsunami sulle coste di una decina di Paesi del sudest asiatico, causando la morte di oltre 200 mila persone. Secondo l'Istituto Nazionale italiano di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), la faglia del terremoto di oggi è però diversa rispetto a quella che del 2004 e si trova a 50-100 chilometri più a est, in mare aperto.









