A maggio appuntamento con i fiori
Dal 13 maggio fino al 10 giugno, una visita in luoghi suggestivi a due passi da Roma
04 maggio, 20:15(Di Eugenia Romanelli)
Sara' il prossimo 13 maggio (fino al 10 giugno) la festa dei fiori di Albano Laziale, a due passi da Roma, insieme a cucina, artigianato, antiquariato, e anche la fiera di San Pancrazio (vedi articolo correlato). Ottima occasione per visitare qui alcuni luoghi poco conosciuti ma molto suggestivi. Per esempio il Sepolcro a torre, una costruzione funeraria, tra le piu' alte e maestose della Via Appia, o la settecentesca Villa Altieri del cardinale Lorenzo Altieri, costruita sui resti di un antico casale di proprieta' dei Savelli, oggi albergo di lusso. Ma procediamo con ordine.
L'ingresso alla citta' avviene attraverso Piazza Mazzini dove sorgeva la magnifica Porta Romana - abbattuta nel 1908 per permettere il passaggio della linea tranviaria (la lapide che era sopra la Porta e' oggi a Palazzo Savelli). Accanto alla porta c'era la chiesa di San Rocco (molto amata dagli albanensi, dava il nome alla zona, conosciuta come Borgo S. Rocco), anch'essa demolita per realizzare la piazza (era il luogo dove si accentravano le locande e gli alberghi della citta' e infatti fu proprio qui che, nell'estate del 1867, nacque il focolaio della tremenda epidemia di colera). Da piazza Mazzini, si puo' facilmente accedere a Villa Doria-Pamphilj, oggi parco pubblico (nel I secolo a.C. villa nobiliare suburbana appartenuta al console Gneo Pompeo Magno e poi prestigioso parco della villa dei principi Doria): e' uno dei piu' vasti dei Colli Albani. Di grande impatto i magnifici giardini all'italiana con i resti di strutture romane dove oggi, tra ampi viali, fontane, impianti sportivi e un ristorante-pizzeria, si ritrovano gli albanensi per spettacoli, feste popolari e incontri pubblici.
Anche la Villa di Gneo Pompeo Magno e' molto bella: costruita con grande sfarzo tra il 61 ed il 58 a.C. con il ricco bottino proveniente dalla guerra mitridatica, oggi i ruderi coprono un'area di addirittura 9 ettari. Famosi, tra i reperti rinvenuti tra il 1700 ed il 1800, l'ara marmorea con le fatiche di Ercole (esposte ai Musei capitolini), il gruppo di due centauri in marmi policromi e il Bacco barbato, oggi nel Museo dei Doria Pamphilj (altri importanti reperti sono nel Museo Civico Albano). Non e' di minor suggestione il Sepolcro: scavato in parte nella viva roccia, e' costituito da un lungo dromos di circa 17 metri con pareti in opera reticolata e volta a botte che immette in una cella monumentale alta 5 metri.
Le Terme di Caracalla, invece, trasformate nel medioevo in roccaforte, furono, nel corso dei secoli, utilizzate dalla popolazione per realizzare le abitazioni private che portarono alla nascita del quartiere di Cellomaio, uno dei luoghi piu' caratteristici di Albano (''Cellomaio'' deriva da ''cella major'', riferito alle terme): le vecchie mura di epoca romana furono utilizzate come sostegno e sono ancora ben visibili. Qui sorge anche il convento delle Suore Oblate di Gesu' e Maria (conosciute dagli albanensi come ''le monachelle''), i cui istituti scolastici operano sin dal lontano 1745. Da non perdere poi la Villa romana dei Cavallacci (il nome deriva dal fatto che nell'Ottocento qui c'era una scuderia di cavalli di proprieta' del maestro delle poste) e piazza delle Tartarughe, all'incrocio tra la via Appia e la strada napoletana vecchia, dove avveniva un cambio di cavalli, ossia una ''posta'', con relativa locanda (che poi divenne il famoso Albergo della Posta dove soggiornarono famosi personaggi tra cui D'Annunzio, che vi ambiento' l'alcova di Ippolita e Giorgio, gli amanti protagonisti del romanzo ''Trionfo della morte'').
Altri luoghi piacevoli sono piazza della Fontanella e Piazza della Pescheria (medioevali), mentre mete turisticamente impedibili sono Palazzo Poniatowskj (prima Casino, oggi ospite del teatro Alba Radians), Villa Corsini e Villa Venosa-Boncompagni, il Sepolcro degli Orazi e dei Curiazi, la Chiesa e Convento di Santa Maria della Stella e le Catacombe di San Senatore (la maggiore e la piu' importante tra quelle suburbicarie: di particolare interesse sono gli affreschi della Cripta centrale). Ma i luoghi da visitare sono tantissimi: da Villa Ferratoli, in chiaro stile neoclassico, alla Porta Pretoria (la piu' importante e monumentale dei quattro accessi di cui era fornito l'accampamento della Seconda Legione Partica: il suo rinvenimento e' avvenuto a seguito dei bombardamenti dell'ultimo conflitto mondiale che hanno riportato alla luce le strutture romane sino ad allora inglobate in un palazzo adiacente a Palazzo Savelli), da Palazzo Savelli (oggi sede del comune di Albano Laziale) alla piazza Costituente e Piazza del Re, da Palazzo Lercari, costruito nel 1727 dal cardinale Nicolo' Maria Lercari, segretario di Stato di Benedetto XIII, a piazza Vescovile e Piazza Duomo, dalla Cattedrale di San Pancrazio, fregiata del titolo di ''Perinsigne Basilica Costantiniana'' (da una concessione elargitale da papa Pio IX) a piazza Pia, la principale della citta'.
Sulle mura del Castro Partico merita soffermarsi: in vari punti della citta' sono visibili alcune torri e imponenti resti monumentali di edifici, le principali porte di accesso, alcuni tratti di strada basolata e di opere di urbanizzazione, oltre a resti di edifici adibiti ad abitazioni e a magazzini dell'antico accampamento della Seconda Legione Partica. Come pure ai Cisternoni, tra i piu' spettacolari monumenti di Albano e del mondo romano: la cisterna fu progettata dalla Legione per poter rifornire d'acqua l'accampamento e le abitazioni e il Comune di Albano l'ha rimessa in uso nel 1884 (dopo quasi duemila anni, ancora funzionano perfettamente, alimentati da condotte romane che captano le acque da sorgenti poste lungo i fianchi del cratere vulcanico del Lago Albano).
Dopo aver visitato il Santuario di Santa Maria della Rotonda, forse il luogo di culto piu' rappresentativo della citta', soffermatevi infine anche alla Chiesa e Convento di San Paolo o di San Gaspare del Bufalo, al vertice del tridente urbanistico-rinascimentale di Albano, costruiti nel 1282 per volere del Cardinale Giacomo Savelli, poi Papa Onorio IV: la scenografica scalinata esterna ha un notevole effetto visivo.








