In aree ricche biodiversita' meta' linguaggi mondo
Studio, salvando flora e fauna si preservano lingue
09 maggio, 13:04(ANSA) - ROMA, 8 MAG - Non solo i linguaggi del pianeta hanno un tasso di estinzione pari solo a quello di animali e piante, ma sono anche concentrati nelle stesse aree dove la biodiversità e' maggiore. Lo ha scoperto uno studio pubblicato dalla rivista Pnas, secondo cui salvando flora e fauna si preservano anche le lingue e viceversa.
I ricercatori guidati da Larry Gorenflo della Penn State university hanno studiato la biodiversita' 'linguistica' di 35 'hotspots' mondiali che pur comprendendo solo il 2,3% della superficie della Terra contengono piu' di meta' delle piante vascolari e il 43% dei vertebrati conosciuti. In queste zone, presenti in tutti i continenti ad eccezione dell'Antartide, il censimento ha rivelato la presenza di 3202 diversi linguaggi, quasi meta' di tutti quelli parlati, la maggior parte dei quali parlati da nuclei di pochissime persone. Estendendo lo studio alle zone 'ricche di biodiversita', una definizione che comprende il 6% delle superficie terrestre che contiene il 17% della flora e il 6% della fauna, si trovano altri 1622 linguaggi: "Proprio come la perdita' di specie, anche quella di linguaggi puo' avere effetti profondi - spiega il ricercatore - se scompaiono le lingue si perdono informazioni ambientali molto importanti. Bisogna cercare di preservare gli habitat insieme alla loro cultura".
La perdita di biodiversita' non e' legata solo a quella di linguaggi: secondo un altro studio pubblicato sempre dalla stessa rivista chi vive in luoghi con meno specie animali, come le citta', e' piu' a rischio di sviluppare allergie e infiammazioni perche' mancano alcuni microrganismi che aiutano a 'programmare' il sistema immunitario.











