Bortoni, ok carbon tax ma no a introduzione frettolosa
Impraticabile spostare peso incentivi rinnovabili da bolletta
30 marzo, 13:07(ANSA) - ROMA, 30 MAR - L'Autorita' per l'energia e' favorevole alla possibile introduzione della carbon tax, purche' sia ''ben tarata e ben negoziata a livello europeo''. Lo ha sottolineato il presidente dell'Authority, Guido Bortoni, invitando a ''non ripetere gli errori del passato''.
''Non cediamo ad introduzioni frettolose solo nel nostro Paese. - ha detto nel corso dei lavori della terza 'Conferenza di diritto dell'energia' organizzata dal Gse e dall'Universita' di Roma Tre - Dobbiamo arrivare alla definizione di una probabile carbon tax che sia armonica e tenga conto delle peculiarita' italiane''. Bortoni ha fatto l'esempio della Francia, che per la generazione elettrica usa l'energia nucleare ed e' dunque 'carbon free': ''dobbiamo tenere conto dei diversi Paesi'', ha ribadito, aggiungendo che la finalita' della tassa non dovrebbe essere solo quella di finanziare il settore delle rinnovabili: ''se il governo e il Parlamento decidessero di introdurla, bisognerebbe pensare a destinarla come tassa di scopo non solo alle fonti rinnovabili ma anche all'efficienza energetica, che e' una soluzione di minor costo e maggior successo''.
Sul fronte delle rinnovabili, Trasferirne il peso degli incentivi dalle bollette alla finanza pubblica ''e' impraticabile''. ''E' triste realismo, ma e' cosi'', ha spiegato Bortoni. Gli oneri dell'incentivazione per la sostenibilita' delle rinnovabili elettriche, ha aggiunto, ''sono sempre stati caricati sulla bolletta e credo che sia corretto mantenerli nella bolletta dei consumatori, oltre che realistico''.
Gli incentivi alle rinnovabili, cosi' come sono stati applicati in Italia, si sono rivelati in molti casi ''inefficaci'', mostrando ''cedevolezze e distorsioni'', ha proseguito Bortoni, spiegando che, tra i diversi modi per raggiungere gli obiettivi climatici europei al 2020 ''ci siamo lanciati come Paese sulle rinnovabili elettriche. Abbiamo accelerato su questa dimensione che non necessariamente e' quella che minimizza i costi e gli oneri''. L'Italia, ha proseguito, ha scelto ''la traiettoria dell'incentivazione esplicita, del sussidio'', ma ''un meccanismo pur nato con razionalita' intrinseche forti e positive nel suo sviluppo ha mostrato cedevolezza e distorsioni''. Il risultato e' che oggi ''molti meccanismi sono abbastanza inefficaci''. (ANSA).












