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Clima: oceani piu' caldi e acidi, pesci tropicali emigrano
In declino alcune specie di pesci di acque temperate
17 agosto, 12:14 (ANSA) - SYDNEY, 17 AGO - Un nuovo rapporto australiano
sull'impatto del cambiamento climatico sugli oceani osserva che
il danno sottomarino e' sempre piu' evidente, con la migrazione
verso acque piu' fredde di pesci tropicali, alghe, plancton e
microbi, oltre ad acidificazione delle acque e sbiancamento dei
coralli. Sono in declino alcune specie di pesci di acque
temperate, mentre l'acidificazione comincia a impattare sui
molluschi.
Il rapporto di 80 scienziati, coordinati dall'Ente nazionale di ricerca Csiro, passa al vaglio le principali relazioni scientifiche degli ultimi tre anni ed rappresenta lo studio piu' comprensivo dell'impatto del riscaldamento globale sui tre oceani che circondano l'Australia. Le prove di cambiamenti dovuti al riscaldamento globale si sono moltiplicate negli ultimi anni, recita il rapporto. I dati ''mostrano nuove prove e maggiore certezza che i cambiamenti negli oceani sono dovuti al cambiamento climatico. Per molti gruppi di piante e di animali non vi erano segni di impatto climatico nel 2009, mentre ora vi sono evidenze impressionanti di estesi movimenti verso sud di specie tropicali, di declino delle specie temperate, e i primi segni di effetti dell'acidificazione sui molluschi''.
Gli oceani assorbono il 40% dell'anidride carbonica, mentre il plancton produce circa meta' dell'ossigeno che respiriamo, e tutti quei cambiamenti nell'oceano possono avere conseguenze drammatiche, sostengono gli scienziati. ''Possiamo cambiare le nostre pratiche di pesca ma non possiamo aiutare i microbi o il plancton. E ai microbi e' dovuto molto del riciclaggio delle sostanze nutrienti e l'eliminazione di molto dell'inquinamento che produciamo''. (ANSA)
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Il rapporto di 80 scienziati, coordinati dall'Ente nazionale di ricerca Csiro, passa al vaglio le principali relazioni scientifiche degli ultimi tre anni ed rappresenta lo studio piu' comprensivo dell'impatto del riscaldamento globale sui tre oceani che circondano l'Australia. Le prove di cambiamenti dovuti al riscaldamento globale si sono moltiplicate negli ultimi anni, recita il rapporto. I dati ''mostrano nuove prove e maggiore certezza che i cambiamenti negli oceani sono dovuti al cambiamento climatico. Per molti gruppi di piante e di animali non vi erano segni di impatto climatico nel 2009, mentre ora vi sono evidenze impressionanti di estesi movimenti verso sud di specie tropicali, di declino delle specie temperate, e i primi segni di effetti dell'acidificazione sui molluschi''.
Gli oceani assorbono il 40% dell'anidride carbonica, mentre il plancton produce circa meta' dell'ossigeno che respiriamo, e tutti quei cambiamenti nell'oceano possono avere conseguenze drammatiche, sostengono gli scienziati. ''Possiamo cambiare le nostre pratiche di pesca ma non possiamo aiutare i microbi o il plancton. E ai microbi e' dovuto molto del riciclaggio delle sostanze nutrienti e l'eliminazione di molto dell'inquinamento che produciamo''. (ANSA)











