Percorso:ANSA > Ambiente&Energia > Clima > Clima:Ue decisiva ma spaccata,rischia alleanza con 120 Paesi

Clima:Ue decisiva ma spaccata,rischia alleanza con 120 Paesi

Italia cerca compromesso per accordo ponte e posizione negoziale

09 dicembre, 12:03
(ANSA) - DURBAN (SUDAFRICA), 9 DIC - L'Ue gioca a Durban, in Sudafrica, la sua partita piu' importante per la lotta ai cambiamenti climatici. Con l'Ue si sono schierati 120 paesi, tra cui il gruppo delle nuove economie, Cina e Brasile, e gli altri in via di sviluppo con economie piu' povere. Ora gli ''alleati'' per il clima attendono la posizione Ue che pero' - secondo fonti negoziali - e' spaccata al suo interno e se non sara' capace di esprimere una posizione unitaria, piu' morbida rispetto al mandato di una road-map dettagliata per l'accordo globale, dovra' accollarsi il fallimento di Durban.

L'Italia cerca il compromesso per un accordo ponte e una posizione negoziale flessibile per poter inglobare Paesi come Cina, Brasile, Sudafrica durante il percorso. Con l'Italia la Commissione Ue, poi Spagna, Germania e Inghilterra. Dalla presidenza polacca poche aperture - e' emerso - sul mandato del Consiglio europeo di ottobre per una road-map per arrivare all'accordo globale, con Svezia, Belgio, Repubbliche Baltiche. La cosiddetta ''Coalizione dei Volenterosi'' - lanciata dal Commissario europeo al clima, Connie Hedegaard, insieme ai ministri dell'ambiente della Danimarca, Martin Lidegaard, e del Gambia, Jato Sillah - raggruppa l'alleanza delle piccole isole (Aosis) e i Paesi piu poveri (LDCs), oltre che l'Ue, e sta raccogliendo il sostegno di molti paesi africani e latino-americani costituendo cosi' una larga maggioranza dei governi impegnati nelle negoziazioni.

Si tratta di un'alleanza trasversale tra Paesi industrializzati e in via di sviluppo tesa a spingere Cina Brasile e India ad abbandonare il gioco dei veti contrapposti e costringere cosi' gli Stati Uniti - riferiscono alcuni osservatori - ad approvare un mandato a sottoscrivere entro il 2015 un accordo globale che abbia come architrave il nuovo Protocollo di Kyoto.

Altro punto chiave della coalizione e' raggiungere un accordo su come rendere operativo dal 2013 il Green Climate Fund (GCF), il fondo destinato a finanziare le azioni di riduzione delle emissioni e di adattamento ai mutamenti climatici nei paesi poveri. Si tratta, infatti, di dare certezza ai finanziamenti promessi a Copenaghen e confermati a Cancun attraverso una road-map che aumenti annualmente i 10 miliardi di dollari gia' stanziati per il 2012 sino a garantire i 100 miliardi di dollari promessi per il 2020. (ANSA).

© Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati