Federalimentare, bene fondo indigenti
Industria recupera 55,3% eccedenze alimentari, pronti a fare di piu’
11 giugno, 16:45''Siamo pienamente consapevoli – dichiara il Presidente di Federalimentare, Filippo Ferrua - di quanto sia sempre più necessario trasformare le eccedenze della filiera alimentare in un’opportunità di recupero e redistribuzione dei prodotti. Occasioni come la giornata promossa oggi dalla Fondazione Sussidiarietà hanno il merito non solo di ricordarcelo, ma anche di essere importanti momenti di proposta e confronto. Siamo favorevoli a misure di incentivo per valorizzare le eccedenze, che per altro nella fase della produzione industriale secondo lo studio del Politecnico di Milano incidono solo per lo 0,4%, e vengono recuperate per il 55,3%. Ben venga in tal senso l’istituzione di un fondo nazionale per gli indigenti, annunciata stamane dal Ministro dell’Agricoltura Mario Catania.
Già oggi – sottolinea il Presidente Ferrua - il 35,3% dell’eccedenza dell’industria è donato a enti caritativi e sono circa 700 le aziende alimentari che forniscono una realtà importante del terzo settore come il Banco Alimentare, ma siamo pronti a fare di più. Siamo inoltre impegnati a rafforzare la lotta allo spreco lungo le altre fasi della filiera promuovendo l’utilizzo integrale delle materie prime agricole, la piena utilizzazione dei prodotti attraverso la loro corretta porzionatura e l’estensione della loro freschezza e durata, un’ecoprogettazione sempre più efficiente nel packaging e l’uso razionale ed efficiente degli input di base dei nostri processi, in primis acqua ed energia. Ad esempio, solo da imballaggi più efficaci – ricorda il Presidente Ferrua - lo spreco può essere ridotto tra il 3 e il 10%, mentre dagli anni Novanta a oggi i consumi di acqua si sono ridotti, in media, di circa il 30-40% e l’efficienza energetica è cresciuta del +7,8%. La sostenibilità e il contrasto allo spreco – conclude il Presidente Ferrua - sono sempre stati due obiettivi di Federalimentare, che non a caso ha partecipato sin dalle origini alle attività del Banco Alimentare”.
















