Da Trieste a Rimini scatta il fermo pesca
per favorire il ripopolamento del mare
17 luglio, 11:11Stop al pesce fresco in grigliate e fritture per l’avvio del fermo pesca che ha bloccato le attività della flotta italiana per favorire il ripopolamento del mare. Lo afferma Coldiretti ImpresaPesca nel sottolineare che il fermo pesca è partito dall’Adriatico e interessa inizialmente la parte che va da Trieste a Rimini fino al 27 agosto per 43 giorni consecutivi. Dopodiché - sottolinea la Coldiretti - si tornerà in mare ma - precisa la Coldiretti - nelle dieci settimane successive alla ripresa l’attività sarà però limitata a tre giorni, come già lo scorso anno. Il fermo è una necessità per salvare il settore, anche se dolorosa per le vacanze, con il venir meno del pesce del Nord Adriatico in un momento in cui - sostiene impresa pesca Coldiretti - anche per effetto del grande caldo si registrano consumi in aumento del 15 per cento e prezzi contenuti. Il rischio è - precisa Impresapesca Coldiretti - di ritrovarsi nel piatto, soprattutto al ristorante, prodotto straniero o congelato se non si tratta di quello fresco Made in Italy proveniente dalle altre zone dove in questo momento non è in atto il fermo pesca (Tirreno e Sud Adriatico). Infatti da Pesaro a Bari - conclude la Coldiretti - l'interruzione dell' attività di pesca inizierà infatti dal 6 agosto fino al 17 settembre mentre da Brindisi a Imperia dal 3 settembre al 2 ottobre mentre nelle regioni Sardegna e Sicilia l'interruzione ha durata di almeno trenta giorni ma è disposta con provvedimento regionale.
“Per le grigliate estive scegliete pesce italiano d’allevamento, gusterete un prodotto di ottima qualità e contribuirete alla salvezza dei nostri mari”. Questo l’invito dell’Associazione piscicoltori italiani (Api) di Confagricoltura in seguito al blocco della pesca messo in atto per favorire il ripopolamento dei nostri mari. I prodotti dell’acquacoltura rappresentano già circa il 50% di quelli consumati nel mondo, e fra meno di vent’anni costituiranno circa l’85% del consumo di prodotti ittici. “I nostri pesci sono controllati in tutto il ciclo d’allevamento – afferma Pier Antonio Salvador, presidente Api -. Siamo da tempo impegnati a promuovere il consumo dei prodotti dell’acquacoltura italiana, nettamente superiori per qualità a quelli degli altri Paesi europei”. In Italia, ricorda Confagricoltura, il mercato del pesce fresco sta vivendo un’annata altalenante. Per il pesce marino fresco si registra un calo nel periodo giugno 2011/maggio 2012, rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. Performance positive, in termini di volume, per le vendite di orata, triglia e sgombro, mentre si registra un calo per la spigola/branzino. In

















