Nei diamanti la memoria dei futuri computer quantistici
Lo dimostra uno studio coordinato dall'Universita' di Harvard
08 giugno, 18:37La memoria dei futuri computer quantistici può essere immagazzinata nei diamanti: il risultato é un passo da gigante verso la realizzazione di queste potenti macchine da calcolo, perché operazioni che finora potevano essere effettuate solo a temperature bassissime, risultando molto difficili e costose, diventano ora possibili a temperatura ambiente. Lo dimostra uno studio coordinato dall'università di Harvard e pubblicato su Science.
I computer quantistici si basano su unità di informazione chiamate quantum bit o qubit. Memorizzati su atomi o molecole, i qubit possono assumere più di due stati: non solo 0 e 1 come i bit, le unità dei computer tradizionali, ma anche stati intermedi e indeterminati diversi da 0 e 1. Questo accade perché la meccanica quantistica prevede che un atomo o una molecola possano esistere contemporaneamente in più stati. Uno degli ostacoli più grossi alla realizzazione dei computer quantistici rimane la 'salute' piuttosto cagionevole degli stessi qubit. Queste unità di informazione hanno infatti vita breve, e per funzionare devono essere mantenute a temperature bassissime, cosa che rende molto difficile l'immagazzinamento e la manipolazione delle informazioni.
"A temperatura ambiente l'informazione del qubit si degrada molto rapidamente, in un tempo compreso fra un miliardesimo e un centomillesimo di secondo, a causa delle collisioni a cui va incontro la particella che la trasporta", spiega Francesco De Martini, professore di informazione quantistica all'università Sapienza di Roma. "In questo esperimento, invece, i ricercatori sono riusciti per la prima volta a prolungare la vita dell'informazione fino a un secondo. Per farlo - spiega l'esperto - hanno usato il cristallo di un diamante con un'imperfezione creata con un impulso laser, ovvero una particolare struttura atomica su cui è stata immagazzinata l'informazione". Per De Martini "si tratta di un progresso notevole, un importante passo avanti verso un traguardo che però pare sempre più irraggiungibile: per realizzare davvero un computer quantistico - conclude - bisogna ancora superare centinaia di altri ostacoli simili a questo".
























