Gocce di cristalli liquidi per lenti di nuova generazione
Utili per il fotovoltaico e la fotografia
24 maggio, 15:56Per la prima volta i cristalli liquidi sono stati ridotti in gocce da assemblare a seconda delle necessità, in modo da ottenere lenti di nuova generazione, con focale variabile. Descritta sulla rivista Advanced Functional Materials, la tecnologia potra' avere applicazioni importanti nel fotovoltaico e nella fotografia.
Il risultato e' stato ottenuto grazie alla collaborazione fra i gruppi del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) che fanno capo all'Istituto Nazionale di Ottica (Ino-Cnr), guidati da Pietro Ferraro, e all'Istituto di chimica e tecnologia dei polimeri (Ictp-Cnr), entrambi di Napoli, in collaborazione con il dipartimento di Scienze fisiche dell'universita' Federico II, sempre a Napoli.
Presenti in oggetti di uso quotidiano, come gli schermi di televisori e i display di computer e cellulari, i cristalli liquidi hanno la caratteristica di essere ordinati come cristalli ma fluidi come un liquido, grazie alla quale hanno reso possibile innovazioni di rilievo nell'elettronica. Il gruppo di ricerca italiano ha messo a punto adesso una tecnica che permette di manipolarli in modo nuovo.
''Per la prima volta i cristalli liquidi sono stati frammentati in goccioline microscopiche, che possono assemblarsi nuovamente in gocce piu' grandi tramite un processo reversibile'', spiega Simonetta Grilli, dell'Ino-Cnr. ''In particolare le 'goccioline' possono diventare minuscole lenti con focale variabile da utilizzare nella fotografia, ad esempio per mettere contemporaneamente a fuoco oggetti a diverse profondita', e nel fotovoltaico, per catturare la luce solare da qualunque angolazione con una lente di forma sferica. Altre applicazioni si aprono in sensoristica e nelle nano e biotecnologie''.
La ricerca, spiega Francesco Merola, dell'Ino-Cnr, e' partita dall'idea di manovrare a piacimento piccole quantita' di queste sostanze. ''Per concretizzarla - ha aggiunto - abbiamo depositato delle goccioline di cristallo liquido su un substrato di niobato di litio appositamente preparato e ricoperto con un particolare polimero, il polidimetilsiloxano, o pdms. Sfruttiamo una variazione di temperatura per generare il campo elettrico invece di applicarlo dall'esterno: nessuno, fino ad ora, aveva mai pensato a una tecnica del genere''.
























