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Un premio che arriva dopo una 'battaglia'

La scopertaè stata accolta da scetticismo e critiche, sembrava impossibile

05 ottobre, 15:41
Il mosaico aperiodico del matematico Roger Penrose Il mosaico aperiodico del matematico Roger Penrose

A 70 anni Daniel Shechtman può dichiarare definitivamente vinta la battaglia scientifica scatenata dalla sua scoperta. Affermare che a livello atomico la materia può organizzarsi in un modo diverso dagli schemi ripetitivi osservati da sempre suonava come un'eresia.

Quello che Shechtman aveva visto la mattina dell'8 aprile 1982 non aveva una spiegazione logica: la struttura atomica che osservava al microscopio elettronico non soltanto non somigliava a nulla di già visto, ma era addirittura impossibile alla luce delle conoscenze consolidate. I cristalli erano ordinati, ma non si ripetevano. Formavano qualcosa di inimmaginabile, come pensare di poter costruire un pallone da calcio componendo insieme degli esagoni anziché dei pentagoni.

L'ondata di critiche con la quale sono stati investiti Shechtman e la sua scoperta è stata incredibile e il ricercatore, che allora aveva 41 anni, si è trovato ad affrontare le critiche di giganti come il chimico Linus Pauling, due volte Nobel. A Shechtman era stato addirittura chiesto di lasciare il suo gruppo di ricerca, nell'Istituto Nist (National Institute of Standards and Technology). Il direttore del laboratorio gli regalò addirittura un libro di cristallografia perché ricominciasse a studiare.

L'ostilità dei colleghi e' stata tale da costringere Shechtman a trasferirsi in Israele, nell'Istituto di tecnologia Technion dove lavora tuttora. Dopo un periodo intenso, nel quale ha approfondito la sua scoperta con i colleghi Ilan Blech e Denis Gratias, non c'erano più dubbi che la struttura osservata, per quanto incredibile, fosse vera. Il risultato è stata la pubblicazione dei dati sulla rivista Physical Review Letters, che ha avuto l'impatto di una bomba nel mondo tranquillo dei cristallografi, gli studiosi della struttura della materia abituati alla regolarità di modelli che si ripetono all'infinito sempre uguali a se stessi. La novita' ha attirato anche la curiosità dei matematici, fra i quali Roger Penrose, che da tempo esploravano la possibilita' di ottenere mosaici aperiodici, ossia formati da un numero limitato di tessere che non si ripetevano mai. Gradualmente allo scetticismo è subentrato un deciso interesse finché, a dieci anni dalla scoperta, l'Unione Internazionale di Cristallografia ha deciso di modificare la definizione di "cristallo"

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