Profumo, valutazione e trasparenza necessarie per il Paese
L’Anvur ancora sperimentale, criteri diversi per università ed enti
18 maggio, 18:08Valutare la ricerca e' necessario e ''sempre piu' importante'': per il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Francesco Profumo, avere un sistema di valutazione robusto, efficiente e trasparente e' una garanzia per riuscire a raccogliere la sfida che potrebbe permettere all'Italia di portare a casa il 100% degli investimenti fatti in Europa in questo campo.
Lo ha detto lo stesso ministro a Roma, nell'incontro sull'Agenzia nazionale per la valutazione dell'universita' e della ricerca (Anvur) organizzato dal sindacato Flc Cgil e al quale hanno partecipato il presidente dell'Agenzia, Stefano Fantoni, e i presidenti di numerosi enti di ricerca. Vivaci le polemiche sui criteri di valutazione dell'Anvur, incentrati piu' sull'universita' che sugli enti di ricerca.
''La valutazione - ha proseguito Profumo - e' l'occasione per farci una fotografia'' e in questo, ha aggiunto, ''e' importante puntare alla trasparenza dei risultati: mi piace che vengano messi in chiaro perche' e' un elemento del quale il Paese ha bisogno''.
Istituita nel 2006 dal governo Prodi e formalizzata solo un anno fa, l'Anvur ha ancora un carattere ''sperimentale'', ha osservato ancora il ministro. Bisognera' considerare, per esempio, che per le loro caratteristiche, gli enti di ricerca richiedono parametri di valutazione diversi rispetto a quelli delle universita'. Un'esigenza, questa, rilevata dal presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Fernando Ferroni, come da quelli del Consiglio nazionale delle Ricerche (Cnr), Luigi Nicolais, e dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Stefano Gresta.
''Mi aspetto - ha detto Profumo - un dibattito che favorisca il confronto su un tema molto serio''. La posta in gioco e' alta e riguarda competitivita' e crescita economica. ''Abbiamo due anni per prepararci'', ha aggiunto il ministro riferendosi al piu' grande programma di ricerca mai varato dall'Unione Europea, chiamato Horizon 2020 e che prevede uno stanziamento di 80 miliardi di euro. L'Italia contribuirà con 1,7 miliardi l'anno: ''se saremo bravi a riportare a casa il 100% delle risorse che investiamo, potremmo riportare a casa 1,7 miliardi l'anno per i sette anni del programma".
























