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Profumo, 'rivoluzione' nei distretti tecnologici

Si punta a creare cluster nazionali

03 maggio, 19:45
Rivoluzione in arrivo nei distretti tecnologici Rivoluzione in arrivo nei distretti tecnologici

Non più piccole realtà a dimensione regionale, ma reti di rilievo nazionale nate dall'aggregazione attorno a temi di punta della ricerca: è questa la ''rivoluzione'' dei distretti tecnologici annunciata dal ministro per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca, Francesco Profumo.
''Ritengo necessaria - ha detto Profumo - la priorità di un'azione verso una nuova politica dei distretti basata su cluster a livello nazionale''.
Avviati due anni fa, i distretti tecnologici stanno funzionando, ma devono rispondere ad un nuovo modello: ''va definito un modello unitario, a livello nazionale'', ha detto il ministro. Andare in questa direzione, ha aggiunto, ''é necessario per avviare una palestra nazionale che ci permetta di allinearci alle priorità di Horizon 2020''.
E' questa la via che dovranno seguire i 18 distretti finora avviati, all'interno dei quali università, istituzioni e imprese dialogano fra loro, e alla quale dovranno adeguarsi anche i prossimi, per i quali sta per essere avviato un bando da 400 milioni. Quello che va evitato, secondo Profumo, ''é un eccesso di parcellizzazione: soprattutto in questo momento è necessario guardare a come si spende e a spendere bene''. Va quindi definito, ha proseguito, "un modello unitario, nazionale'', evitando ''un eccesso di regionalizzazione delle iniziative'' e la ''scarsa attenzione all'internazionalizzazione''.
I distretti dovranno aggregarsi quindi attorno a pochi grandi temi, organizzandosi secondo due modelli: il primo prevede un distretto guida che faccia da riferimento agli altri, mentre il secondo è un modello federato, nel quale i distretti si coordinano in modo paritario.

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