Un'app per mettere in rete la conoscenza
Sarà più semplice consultare le banche dati sulla ricerca
17 aprile, 16:08Un'applicazione per tablet e smartphone per mettere in rete la conoscenza: è l'iniziativa presentata dai ministri degli Esteri, Giulio Terzi, e dal ministro per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca, Francesco Profumo, in occasione del convegno che riunisce a Roma, presso la Farnesina alcuni tra i più brillanti ricercatori italiani all'estero.
L'obiettivo dell'applicazione, ha detto Terzi, sarà ''rendere più fruibili le banche dati che già offrono informazioni scientifiche e tecnologiche'', come la Riset, dedicata alla ricerca che avviene negli altri Paesi, e la Davinci, che raccoglie oltre 2.400 iscritti fra i ricercatori italiani all'estero.
''Abbiamo pensato insieme al ministro Profumo - ha detto ancora Terzi - di creare una piattaforma informatica da mettere a disposizione di istituzioni, università, centri di ricerca e imprese del settore dell'innovazione''. L'obiettivo, ha spiegato, è ''condividere idee e scambiare informazioni su programmi e opportunità''
Un'altra iniziativa alla quale si sta lavorando per mettere in rete la ricerca è un portale che presenti il sistema nazionale della ricerca e dell'università: "una finestra nella quale gli studenti che sono all'estero possano avere tutte le informazioni utili nel caso in cui decidessero di venire in Italia'', ha detto il ministro Profumo. Il portale sarà avviato in via sperimentale nell'anno accademico 2012-2013 e potrà essere a regime dal 2013-2014. Si tratta di una grande novità sul fronte dell'apertura internazionale: ''finora - ha osservato Profumo - abbiamo avuto iniziative artigianali, ma è giunto il momento in cui l'Italia da follower debba diventare lepre ed emergere a livello internazionale''.
L'altro elemento di forza indicato dal ministro è puntare su corsi universitari in inglese, sull'esempio del Politecnico di Milano. ''Credo che il segnale del Politecnico di Milano sia molto forte - ha rilevato Profumo - e sono certo che la risposta degli studenti italiani sarà molto positiva''. Grazie a strumenti come questo sarà possibile avere in Italia strutture con le stesse caratteristiche che gli studenti potrebbero trovare all'estero: ''Sono certo - ha concluso - che questa sarà una grande spinta per la crescita''.
























