I vulcani sotto l'occhio del satellite

Adesso è possibile osservare anche i più piccoli movimenti

14 aprile, 16:05
Il Monte Alutu è un vulcano che si trova nell'Africa centrale, in Etiopia (fonte: J. Biggs, Università di Bristol; ESA)
Il Monte Alutu è un vulcano che si trova nell'Africa centrale, in Etiopia (fonte: J. Biggs, Università di Bristol; ESA)

L'eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökull, che nel 2010 ha bloccato il traffico aereo sull'Europa, ha dimostrato che le eruzioni vulcaniche possono avere gravi conseguenze ed influenzare la vita di migliaia di persone, anche in zone molto vaste. Per questo motivo i satelliti che controllano il territorio, inclusi i vulcani, sono estremamente importanti. Purtroppo la maggior parte dei vulcani del mondo non sono ben controllati, o addirittura non lo sono affatto. Secondo quanto riportato dalla rivista Science, dei 440 vulcani attivi del mondo, ben 384 non sono controllati come sarebbe necessario e, tra questi, 65 sono stati identificati come potenzialmente rischiosi per la popolazione.

Per rendere le cose più facili, si chiede aiuto ai satelliti progettati per osservare la Terra. Uno di questi si chiama Envisat ed è stato lanciato dall'Agenzia spaziale europea (Esa). A bordo ha strumenti che permettono di sorvegliare i vulcani con una grande precisione, fino a registrare i più piccoli 'sussulti'. Ad esempio, è possibile usare i radar per scattare immagini sia di giorno che di notte, ed anche attraverso le nuvole, in modo da notare qualsiasi cambiamento. Da queste osservazioni vengono fuori immagini che possono essere combinate fra loro e mostrare le differenze utilizzando i colori dell'arcobaleno.

Osservazioni come queste hanno permesso di accorgersi che molti vulcani, apparentemente addormentati, hanno dato segni di inquietudine. Adesso si tratta di capire se questi cambiamenti osservati dai satelliti possono aiutare a prevedere le eruzioni.

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