Peris,bene riconoscimento sepsi come fattore rischio
13 giugno, 18:47''Sia la prevalenza che l'incidenza delle infezioni, purtroppo, non stanno migliorando nel corso degli anni: sta invece migliorando il riconoscimento della sepsi come fattore di rischio intra-ospedaliero''. Lo ha spiegato Adriano Peris, direttore della terapia intensiva di emergenza di Careggi e presidente del meeting dei rianimatori che si svolge a Firenze.
''Questo - ha osservato Peris - sicuramente ha migliorato la risposta alla sepsi, mentre siamo ancora indietro per quanto riguarda la prevenzione delle infezioni acquisite in ospedale''.
Il 15/o annual meeting del Tuscany Critical Care Group, per tre giorni, riunisce al centro di formazione Il Fuligno del capoluogo toscano medici, anestesisti e rianimatori, italiani e stranieri. Il Tccg e' un'associazione fondata da un gruppo di anestesisti e rianimatori toscani, membri della Society of Critical Care Medicine, con lo scopo di contribuire allo sviluppo scientifico e culturale della medicina critica. Per Peris la terapia intensiva in Italia ''oggi e' messa abbastanza decentemente'', con una ''progressione storica che abbiamo, facilmente rilevabile. Negli ultimi anni c'e' stata una ulteriore tendenza con il coordinamento nazionale Ecmo, che e' stata la prima vera iniziativa del ministero che ha pensato di mettere insieme quei centri che nelle rispettive realta' possono trainare varie altre situazioni. I nostri standard - ha evidenziato -, che noi possiamo vedere dai dati del Mario Negri con il progetto Margherita, sono molto buoni. Almeno per quelli che aderiscono, perche' oggi al Mario Negri afferiscono solo le terapia intensive piu' sensibili''.









