Tumori: 11 nuove molecole in sviluppo
05 dicembre, 13:12Sono oltre un milione e mezzo in Italia le persone che convivono con un tumore, mentre tra il 2005 e il 2015 l'Organizzazione mondiale della Sanità ha stimato che a livello globale il cancro sarà la causa di morte per 84 milioni di individui anche se l'incidenza e la mortalità delle neoplasie potrà essere ridotta di circa un terzo grazie a politiche di prevenzione, programmi di screening e maggiore qualità dei trattamenti. Un impegno, quest'ultimo, fatto proprio da Abbott che ha all'attivo numerose sperimentazioni relative a prodotti farmaceutici di nuova generazione. La casa farmaceutica sta infatti sviluppando 11 nuove molecole per il trattamento di 15 tipologie di tumore, fra cui alcune delle forme di cancro più diffuse e difficili da trattare.
Fra le nuove sostanze c'è "Linifanib", un inibitore della formazione di vasi che forniscono nutrimento alle cellule tumorali, attualmente in fase tre di sviluppo per il trattamento del tumore del fegato. I ricercatori di Abbott sono al lavoro altresì su "Elotuzumab", in fase tre di sviluppo, anticorpo che ha dimostrato promettenti risultati nelle fasi precoci di sviluppo e nel trattamento del mieloma multiplo, neoplasia del sangue di difficile trattamento. Altro inibitore in corso di sperimentazione è "Veliparib", che agisce sul sistema enzimatico PARP, ovvero quello che permette alla cellula tumorale di riparare i danni provocati dalla radio/chemioterapia. In questo caso i risultati preliminari degli studi indicano che la molecola potrebbe aumentare la risposta agli attuali regimi di chemioterapia migliorandone la tollerabilità da parte del paziente.
In fase di studio anche una nuova classe di farmaci noti come inibitori del sistema proteico Bcl-2, che impediscono in pratica alla cellula tumorale di sopravvivere al processo fisiologico di morte cellulare. Fra questi il "Navitoclax", in fase due di sviluppo, che favorisce l'accelerazione della morte delle cellule tumorali. Altre ancora le molecole in fase uno di sviluppo. Fra queste Abbott punta su ABT-806, inibitore del recettore del fattore di crescita epidermico che può rappresentare per l'azienda un'ulteriore opzione terapeutica nel trattamento dei tumori.







