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Salute: 10% donne sottoposte a cesareo sviluppa infezioni
01 agosto, 12:12 (ANSA) - ROMA, 1 AGO - Una donna su dieci che partorisce con
il taglio cesareo sviluppa un'infezione. Lo afferma uno studio
pubblicato dalla rivista International Journal of Obstetrics and
Gynaecology, che sottolinea come piu' a rischio siano le donne
sovrappeso e quelle sotto i 20 anni.
Anche in Gran Bretagna, come del resto in Italia, il numero di cesarei e' in forte aumento negli ultimi anni, e Oltremanica e' arrivato al 25%. Lo studio ha analizzato 4.107 donne che hanno fatto il cesareo in 14 ospedali britannici nel 2009. Tra queste 394 (il 9,6%) ha sviluppato un'infezione del sito chirurgico, che nella maggior parte dei casi e' stata giudicata 'superficiale'. Nel 5% dei casi le infezioni erano invece 'profonde nell'incisione', mentre il 7% dei casi riportati riguardava infezioni degli organi interni, soprattutto danni dell'endometrio.
Per le donne considerate obese il rischio di infezione sale di 2,4 volte: "Le donne che scelgono di fare il cesareo per motivi non medici dovrebbero essere avvisate - concludono gli autori - mentre in generale un migliore monitoraggio insieme a un uso maggiore degli antibiotici potrebbe abbassare il tasso di infezioni".(ANSA).
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Anche in Gran Bretagna, come del resto in Italia, il numero di cesarei e' in forte aumento negli ultimi anni, e Oltremanica e' arrivato al 25%. Lo studio ha analizzato 4.107 donne che hanno fatto il cesareo in 14 ospedali britannici nel 2009. Tra queste 394 (il 9,6%) ha sviluppato un'infezione del sito chirurgico, che nella maggior parte dei casi e' stata giudicata 'superficiale'. Nel 5% dei casi le infezioni erano invece 'profonde nell'incisione', mentre il 7% dei casi riportati riguardava infezioni degli organi interni, soprattutto danni dell'endometrio.
Per le donne considerate obese il rischio di infezione sale di 2,4 volte: "Le donne che scelgono di fare il cesareo per motivi non medici dovrebbero essere avvisate - concludono gli autori - mentre in generale un migliore monitoraggio insieme a un uso maggiore degli antibiotici potrebbe abbassare il tasso di infezioni".(ANSA).









