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15mld crediti aziende farmaci da 4 paesi ue, compresa Italia
4 mld solo da Ssn. Crescita settore prevista da Brics
12 luglio, 17:44 (ANSA) - LONDRA, 12 LUG - Ammontano a 15 miliardi di euro i
crediti che le aziende farmaceutiche vantano da Italia (4
miliardi), Portogallo, Spagna e Grecia. E se in Italia e Spagna
la situazione sembra in parziale miglioramento, in Portogallo e
Grecia e' ancora grave. E' quanto hanno evidenziato oggi i
dirigenti della multinazionale farmaceutica Eli Lilly alla
presentazione del nuovo centro di ricerca in neuroscienze aperto
a Erl Wood, vicino Londra.
''La crisi economica ha avuto un impatto notevole sulle nostre decisioni - spiega Richard Ascroft, senior director per Australia, Canada e Europa - Ci sono forti pressioni sul nostro settore per il contenimento dei prezzi e dei costi a breve termine. Per contro invece l'innovazione e' sempre piu' svalutata e non ci sono incentivi a farla. In Grecia abbiamo dovuto tagliare i prezzi del 30%''. Ma comunque ''l'Europa rimarra' un mercato sempre importante per il settore farmaceutico - continua - anche se molte aziende, come la nostra, stanno puntando a investire in Cina, Giappone e nei paesi in via di sviluppo''. In base ai dati presentati Maurizio Guidi, direttore degli affari istituzionali dell'azienda, gli investimenti nel settore farmaceutico in tutto il mondo sono passati da un 41% nei paesi Brics (Brasile, India, Cina e Sudafrica) e 59% in quelli con economie avanzate nel 2004, al 72% nei Brics e 28% negli altri nel 2010. E anche le previsioni mondiali di crescita del settore farmaceutico sembrano andare in tale direzione. ''Si stima che dal 2012 al 2016 - aggiunge Ascroft - il settore crescera' di un trilione di dollari, con una crescita media prevista dallo 0 al 3% (stesse cifre anche per l'Italia) nelle economie avanzate, mentre per i paesi emergenti la media e' del 12-15%, con il boom previsto in Cina dal 15% al 18%''. (ANSA).
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''La crisi economica ha avuto un impatto notevole sulle nostre decisioni - spiega Richard Ascroft, senior director per Australia, Canada e Europa - Ci sono forti pressioni sul nostro settore per il contenimento dei prezzi e dei costi a breve termine. Per contro invece l'innovazione e' sempre piu' svalutata e non ci sono incentivi a farla. In Grecia abbiamo dovuto tagliare i prezzi del 30%''. Ma comunque ''l'Europa rimarra' un mercato sempre importante per il settore farmaceutico - continua - anche se molte aziende, come la nostra, stanno puntando a investire in Cina, Giappone e nei paesi in via di sviluppo''. In base ai dati presentati Maurizio Guidi, direttore degli affari istituzionali dell'azienda, gli investimenti nel settore farmaceutico in tutto il mondo sono passati da un 41% nei paesi Brics (Brasile, India, Cina e Sudafrica) e 59% in quelli con economie avanzate nel 2004, al 72% nei Brics e 28% negli altri nel 2010. E anche le previsioni mondiali di crescita del settore farmaceutico sembrano andare in tale direzione. ''Si stima che dal 2012 al 2016 - aggiunge Ascroft - il settore crescera' di un trilione di dollari, con una crescita media prevista dallo 0 al 3% (stesse cifre anche per l'Italia) nelle economie avanzate, mentre per i paesi emergenti la media e' del 12-15%, con il boom previsto in Cina dal 15% al 18%''. (ANSA).







