Terapia dolore: Fanelli, presto requisiti minimi strutture
Campagna 'Hub2Hub' di 'Vivere senza dolore' a Parma l'8 maggio
10 maggio, 12:27(ANSA) - ROMA, 7 MAG - ''Siamo al rush finale per l'approvazione dei requisiti minimi per l'accreditamento delle strutture di terapia del dolore, 'gambe' della legge 38''.
Parola di Guido Fanelli, professore ordinario, direttore della cattedra di anestesia e rianimazione della struttura complessa di Anestesia, rianimazione e terapia antalgica dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma e presidente della Commissione per l'attuazione della legge 38/2010 presso il Ministero della Salute.
Domani, 8 maggio, all'Aou di Parma fara' tappa la campagna itinerante 'Hub2Hub' promossa dall'associazione 'Vivere senza Dolore' che punta a informare pazienti e medici sui contenuti della legge sulla Terapia del dolore. A due anni dalla sua approvazione, Fanelli evidenzia gli ''importanti risultati'' raggiunti. In primis l'aumento del consumo di oppioidi.
''L'Italia - spiega Fanelli all'ANSA - fino al 2008 era stabilmente l'ultimo Paese in questa classifica, mentre ora stiamo crescendo del 20% annuo''. Bene anche il percorso che ''portera' in tempi brevi'' all'individuazione dei requisiti minimi strutturali per individuare gli hub e gli spoke. Sul documento ''attualmente in Conferenza Stato-Regioni'', afferma Fanelli, si registra ''un clima molto benevolo da parte delle Regioni''. E poi l'altro conseguimento importante ''e' la pubblicazione il 16 aprile in Gazzetta ufficiale del primo Master per palliativisti e terapisti del dolore con un ordinamento didattico identico per tutte le specialita' e in tutta la nazione''.
Per completare la piena attuazione della legge 38 quel che serve per Fanelli e' soprattutto la corretta informazione.
''Molti cittadini - spiega - non conoscono l'esistenza di una legge che li tutela dal dolore. E purtroppo anche molti medici non sanno che devono applicare una legge in ospedale per curare il dolore''. C'e' anche un pregiudizio da scardinare: ''Far capire ai cittadini che prendere farmaci oppioidi non e' sinonimo di droga o di malattia terminale''.
''La sfida che abbiamo a Parma con 'Hub2Hub' - afferma Fanelli - e' quella di raccogliere 300 questionari tra medici e pazienti''. All'Aou parmense il centro di terapia del dolore dispone di due sale operatorie, tre ambulatori, una sala di aspetto e una recovery room per i malati. Annualmente lo sforzo ambulatoriale, ricorda Fanelli, riguarda circa 7mila persone.
''Collettore principale dei pazienti'' e' il territorio: i medici di famiglia soprattutto, ''coi quali c'e' un'ottima collaborazione''. (ANSA).










