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Europa in affanno

15 giugno, 10:11

I dati ACEA relativi alle immatricolazioni del mese di maggio mostrano un'accelerazione del calo del mercato europeo dei 27 paesi + i 3 dell'Efta (-8,4% e 1.150.434 immatricolazioni) con un progressivo a -7,3% e 5.641.371 unità.

Nell'ambito degli MM5 (i 5 maggiori mercati: Germania, Gran Bretagna, Francia, Italia, Spagna) brilla la sola Gran Bretagna, che mostra dati positivi nel mese (+7,9%) e nell'accumulato (+2,6%), insieme alla Germania che nonostante la flessione di maggio mantiene un passo sostanzialmente in linea con lo scorso anno (+0,3%), in un mercato europeo totale che cala.

Affondano sotto il peso delle loro crisi economiche Portogallo (-27,5% nel mese e -43% nel cumulato 5 mesi) e Grecia (-47,3% e -40,9%, rispettivamente).

A doppia cifra resta la crescita nei primi 5 mesi dei mercati dell'Est: Ungheria (+20,4%), Estonia (+18%), Romania (+12,4%) e Polonia (+10,4%).

L'Italia dell'auto contribuisce sempre meno, perché il suo peso diminuisce di 2 pp dal 14% dell'YTD 2011 al 12% dell'YTD 2012.

"Le cause della crisi dell'auto nei vari Paesi, compresa l'Italia, sono ben identificate - ha dichiarato Romano Valente, Direttore Generale dell'UNRAE, l'Associazione delle Case automobilistiche estere in Italia - non altrettanto le contromisure necessarie, ormai richieste a livello europeo come linee guida per lo sviluppo della nuova mobilità e stimolo al rinnovo di un parco circolante ormai datato".

"Anche per l'auto - ha concluso Valente - bisogna fare presto!"

Germania - torna a flettere il mercato tedesco (-4,8% in maggio)

Dopo i due leggeri incrementi di marzo e aprile, in maggio torna a flettere il mercato tedesco che, con 289.977 immatricolazioni segna un calo del 4,8%, penalizzato dal confronto con lo stesso periodo dello scorso anno caratterizzato da buoni volumi di vendita. Tale risultato influisce sui primi 5 mesi dell'anno che riducono la crescita ad un +0,3% rispetto al 2011 e 1.337.679 immatricolazioni. Nonostante l'economia tedesca evidenzi la performance migliore tra i paesi dell'Area euro, sull'andamento delle immatricolazioni di maggio pesa comunque la debolezza legata alla crisi del debito nell'area stessa. La riduzione delle vendite nel mese caratterizza sia i costruttori nazionali che quelli esteri ed una forte flessione si registra anche per export (-13%) e produzione (-17%), questa ultima particolarmente influenzata dai due giorni lavorativi in meno. Continuano, invece, a dare segnali positivi gli ordini dall'estero (+4% in maggio).

Gran Bretagna - In maggio 3° e più significativo risultato positivo dell'anno

Non ci sono dubbi - sostengono alla SMMT (l'Associazione dei Costruttori) - che, anche grazie agli sforzi di Case e concessionari, i risultati dei primi 5 mesi dell'anno (868.166 immatricolazioni e una crescita del 2,6%) indicano un ritorno di fiducia, nonostante l'incertezza finanziaria che caratterizza l'Area dell'euro. Il solo maggio, infatti, ha evidenziato la terza crescita consecutiva dell'anno e la più significativa (+7,9%) con 162.288 unità. Mentre gli acquisti delle famiglie hanno registrato nel mese una crescita del 14,3% e nel cumulato dell'8,5% e il noleggio del 4,8% in maggio, che conferma nei primi 5 mesi i risultati dello scorso anno, le società hanno perso quota di mercato, segnando una flessione del 13,5% nel mese e del 20,2% nel cumulato. Sulla fragile economia britannica pesano gli eventi che caratterizzano l'Area euro, anche se una modesta crescita economica dovrebbe svilupparsi a partire dalla seconda metà dell'anno. La SMMT conferma una previsione di immatricolazioni a fine anno di 1.948.000 unità, in leggero attivo rispetto all'anno precedente (+0,4%), e un'ulteriore crescita del 2,6% nel 2013 a 1.999.000 unità.

Francia - incertezza economica e 2 giorni lavorativi in meno pesano sui risultati di maggio

In maggio il mercato francese dell'auto continua a perdere immatricolazioni di auto nuove, segnando una pesante flessione del 16,2% e 165.691 unità. Sui risultati pesa il confronto con i 2 giorni lavorativi in più dello stesso mese di un anno fa e la pressione sui consumatori circa l'incertezza economica del Paese. Contrariamente a quanto avvenuto nel 1° quadrimestre, nel mese i privati flettono meno del mercato complessivo (-13,8%), mentre i noleggi calano del 4,7% e le società di oltre il 20%. In termini cumulati la rappresentatività delle famiglie si posiziona al 55%. Sul fronte del mix per alimentazione, in maggio si stabilizza il peso del diesel al 74% e della benzina al 24%, confermando le stesse tendenze sui primi 5 mesi. Sebbene l'economia francese abbia - a sorpresa - ottenuto una crescita del Pil nell'ultimo trimestre 2011, gli indicatori di breve periodo suggeriscono una modesta contrazione nel 1° trimestre 2012 e quelli prospettici indicano come l'economia sia entrata nel 2° trimestre senza slancio. Contribuiscono a ciò la stretta creditizia e l'alto tasso di disoccupazione. La Global Insight conferma, infatti, la propria stima di un mercato 2012 in calo dell'11% e 1.960.000 unità, con una ripresa non prima del 2014.

Spagna - Un piano di sostegno per incrementare Pil, entrate pubbliche e occupazione

Con i risultati del mese di maggio il mercato spagnolo ritorna ai livelli dei lontani anni '80. La flessione dell'8,2% del mese rappresenta, infatti, un volume di immatricolazioni di 72.442 unità, tali da portare il cumulato dei primi 5 mesi a 332.811 auto vendute, in calo del 7,3% rispetto ad un anno fa. Il contributo decisivo alla flessione deriva dalla riduzione degli acquisti delle famiglie che, con meno di 29.000 unità, segnano in maggio un calo del 12,6% e la 23a flessione consecutiva (nel cumulato 140.949 unità, -9,8%). In diminuzione anche le vendite a società: -18,9% nel mese e 19.564 unità (-9,7% nei 5 mesi), mentre recuperano i noleggi (+10,8% nel mese, +0,2% nel cumulato). Secondo le Associazioni di categoria, alle condizioni attuali, rischia di chiudere il 30% dell'attuale rete di vendita, con un mercato delle immatricolazioni che a fine anno non supererà le 750.000 unità (-7,2%). E' necessario un programma di stimolo, incalzano gli operatori, che hanno presentato congiuntamente una proposta ai ministeri competenti, per un settore che contribuisce per il 6% al Pil e per l'11% all'occupazione nazionale. Con un programma di rinnovo del parco, in un anno, si genererebbero 100.000 immatricolazioni aggiuntive (con conseguente maggior introito per l'Erario tra IVA e tasse di immatricolazione), un contributo al Pil di 0,25 punti e un incremento dell'occupazione nel settore produttivo.

Per ulteriori approfondimenti: www.unrae.it

Roma, 15 giugno 2012

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