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Fiat: torna la spider, auto-leggenda del 'laureato'

L'Alfa Duetto nacque nel 1966 dalla matita di Pininfarina

24 maggio, 15:12
Fiat: torna la spider, auto-leggenda del 'laureato' Fiat: torna la spider, auto-leggenda del 'laureato'

ROMA - "E' la tua nuova macchina quell'Alfetta rossa là fuori? Con quella non avrai problemi a raccattarle, le bambocce, le marmocchie, le mocciose...". E' la scena iniziale del 'Laureato', quella in cui il protagonista Ben, fresco di 'pezzo di carta', deve affrontare le banalità sciorinate dagli amici dei genitori, accorsi a festeggiarlo al ritorno dall'università.

Ed è la scena in cui una dei protagonisti del film, la Duetto dell'Alfa Romeo, nata appena l'anno prima, fa la sua comparsa, rossa fiammante, per accompagnare a casa Mrs Robinson e dare così il via alle disavventure del personaggio interpretato da Dustin Hoffman. La spider dell'Alfa Romeo, che rinascerà adesso, circa 50 anni dopo, grazie all'accordo siglato tra la Fiat e la Mazda, deve gran parte della sua fama internazionale alla pellicola di Mike Nichols del 1967, tanto che negli Stati Uniti avrà fortuna anche con il nome di 'Graduate' ('Laureatò). Nata l'anno prima come '1600 Spider' dalla matita di Pininfarina e presentata agli addetti ai lavori al Salone di Ginevra, la Duetto (o il Duetto), affonda le radici nel 1962, anno di nascita della Giulia, una berlina a tre volumi con un'inedita linea a coda tronca sulla cui meccanica si basa proprio l'auto-leggenda dell'Alfa. Il successo del cosiddetto 'Osso di seppia', così chiamata per la forma della coda, è immediato (e dura quasi tre decenni di produzione), tanto che il nome Duetto comincerà a essere utilizzato comunemente per altre auto simili, a prescindere dalla marca. Nome che ha una genesi, e anche una fine, curiose: non fu il frutto di qualche brain storming tra creativi del marketing e della pubblicità, ma l'idea di un signore di Brescia, tale Guidobaldo Trionfi, che vinse un apposito concorso portandosi a casa in premio, è inutile dirlo, proprio un'Alfa Duetto. Nonostante la fortuna che ha avuto, il nome fu però usato ufficialmente appena per un anno, perché uguale a quello di una merendina già commercializzata e quindi considerata come legittima 'titolare'.

A quella prima serie su cui Dustin Hoffman correva a perdifiato sulle strade della California, ne seguirono altre tre: la seconda, con la coda più corta, presentata nel 1969 al Salone di Torino, la terza del 1983 e la quarta del 1990, prodotta fino al 1993. L'attesa degli alfisti, adesso, è tutta per il nuovo modello, che, nelle intenzioni di Sergio Marchionne, susciterà entusiasmo e sarà "carico dello stile Alfa Romeo".

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