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Auto, spesa ridotta del 21% a 6,9 mld in primi 3 mesi 2012

Unrae, a rischio chiusura 350 concessionari. In 10 mila a casa

08 giugno, 17:14
Auto: spesa ridotta del 21% a 6,9 mld in primi 3 mesi 2012 Auto: spesa ridotta del 21% a 6,9 mld in primi 3 mesi 2012

ROMA - Dal nuovo, all'usato passando per il noleggio, la crisi del settore delle quattro ruote continua inesorabilmente. Nei primi tre mesi dell'anno la spesa per l'auto, da parte di privati ed aziende, si e' ridotta del 21% rispetto allo stesso periodo del 2011, passando dagli 8,8 ai 6,9 miliardi di euro. In questo quadro, un discorso a parte va riservato alla spesa per l'autonoleggio che registra una flessione dell'11%, passando dagli 1,4 agli 1,2 miliardi di euro: a pesare e' la contrazione per il rent a car a breve termine, dove il calo e' addirittura del 31% (si passa dai 769 milioni del 2011 ai 531 del 2012). In controtendenza, invece, il noleggio a lungo termine dove si riporta un incremento del 12% con una spesa di 764 milioni a fronte dei 682 milioni del primo trimestre del 2011, poiche' si tratta di un comparto meno sensibile alla crisi.

Uno scenario dalle tinte fosche, quello tracciato dagli operatori del settore nel corso del congresso 'La Capitale Automobile Fleet', promosso dal Centro Studi Fleet&Mobility, che ha riunito a Palazzo Rospigliosi a Roma l'intera filiera delle flotte aziendali e le case costruttrici. ''Tutti i numeri quest'anno mostrano una convergenza verso 1.434.000 immatricolazioni entro dicembre, un numero che portera' ad una drastica riduzione della rete dei concessionari.

Si parla in pratica di 350 piccoli concessionari che potrebbero chiudere, ai quali si aggiunge un taglio della forza lavoro da parte dei 'grossi'. In ballo - spiega Romano Valente, direttore generale dell'Unrae, che riunisce gli importatori esteri - - chiosa Valente - ci sono ben 10.000 persone che rischiano il posto di lavoro''.

"Una spesa sotto i sette miliardi di euro nei primi tre mesi dell'anno - commenta Pier Luigi del Viscovo, direttore del Centro Studi Fleet&Mobility - significa per i concessionari un margine di guadagno davvero basso, che non può coprire i costi fissi, dopo che i dealer hanno già tagliato quelli variabili. Ormai è il mercato ad imporre le scelte che nessuno ha voluto compiere. Non è più una questione di aiutare le reti ma di ristrutturarle, cercando la copertura del territorio con modelli alternativi: ad esempio un modello multi-level, con un grande dealer regionale e piccoli satelliti nelle province snelli e con costi leggeri". Una soluzione, quella delineata da del Viscovo, che potrebbe scongiurare nuovi tagli legati principalmente alla "forte condizione di sofferenza dei concessionari", così come ribadito anche da Romano Valente.

A scoraggiare l'acquisto e il noleggio di auto sono gli alti costi che ruotano attorno al settore, dall'aumento dell'Iva, all'Ipt, passando per l'impennata RcAuto e quella relativa ai costi del carburante: una situazione che, a detta di Paolo Ghinolfi, presidente dell'Aniasa, associazione dell'industria autonoleggio, rappresenta "il modo migliore per uccidere il settore". "Siamo passati da un mercato a quota 2,5 milioni ad appena 1,4 - spiega Ghinolfi - In pratica viviamo una forte depressione e in questo 'quadro' non va meglio per l'usato. La politica governativa poi fa il resto, con frequenti 'controlli' a carico delle auto di grossa cilindrata che non fanno altro che scoraggiare gli spostamenti degli automobilisti e rappresentano un deterrente all'acquisto di una certa categoria di vetture"

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