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India:nave Italia,cresce tensione, pescatori in rivolta

Si cerca soluzione; roma indaga su maro', pronta missione Italia

17 febbraio, 23:00
La petroliera italiana Enrica Lexie La petroliera italiana Enrica Lexie

> (ANSA) - NEW DELHI, 17 FEB - Le autorita' di India ed Italia sono impegnate in una corsa contro il tempo per trovare un compromesso che dia soluzione al sanguinoso incidente di mercoledi' quando la sicurezza della petroliera italiana 'Enrica Lexie' in navigazione nel Mar Arabico, credendo di dover far fronte ad un assalto di pirati, ha sparato contro un peschereccio indiano uccidendo due uomini a bordo.

Oggi i pescatori indiani del Kerala sono scesi sul piede di guerra ed hanno annunciato una manifestazione di protesta proprio nel porto di Kochi dove e' ormeggiata la petroliera italiana. La situazione al momento sembra bloccata anche se dietro le quinte l'attivita' diplomatica per la ricerca di una soluzione di compromesso prosegue frenetica. Oggi, nuovamente, il ministro della Difesa indiano AK Antony ha detto che si tratta di ''una vicenda seria'' e che ''i colpevoli dovranno essere puniti''.

Da parte loro le associazioni dei pescatori del Kerala hanno annunciato una manifestazione di protesta per mercoledi' prossimo. Un annuncio che aumenta la pressione sul Governo centrale indiano dal quale trapela irritazione per la vicenda. Da parte italiana, dopo il comunicato di ieri dello Stato Maggiore della Marina, oggi e' intervenuta la Farnesina che sottolineato la piena disponibilita' dell'Italia a collaborare alle indagini fino al punto di inviare una missione di alti funzionari in loco.

Nella ricerca di una soluzione il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha anche inviato una lettera al suo collega indiano Krishna per ''sottolineare la necessità di una stretta collaborazione tra i due paesi in questa vicenda, nel quadro delle eccellenti relazioni tra Italia e India''.

Il ministero della Difesa italiano ha annunciato l'apertura di una inchiesta interna, mentre la magistratura militare, si e' appreso, ha aperto a Roma un fascicolo in cui i reati astrattamente ipotizzati sono quelli di violata consegna, distruzione di armamento militare e atti ostili verso uno Stato estero.

In serata e' trapelato che ci sono diverse contraddizioni tra le dichiarazioni rese dalle parti coinvolte in base alle quali non si può nemmeno del tutto escludere che possa trattarsi di due eventi separati, cioé che l'uccisione dei due marittimi non abbia a che fare con il presunto attacco di pirati subito dalla petroliera italiana.

La nave, che dopo la sparatoria aveva proseguito la sua rotta, e' stata portata su istruzioni della Guardia costiera indiana nella rada di Kochi e presa in consegna dalla locale polizia. A bordo si trovano anche il console generale Giampaolo Cutillo e l'addetto militare dell'ambasciata d'Italia, contrammiraglio Franco Favre.

Intanto le associazioni locali dei pescatori sono sul piede di guerra e minacciano dure proteste pretendono un risarcimento per le famiglie delle due vittime.

Parlando con l'ANSA il presidente T.Peter, responsabile della Kerala Swathantra Matsya Thozhilali Federation (Associazione indipendente dei pescatori del Kerala), ha annunciato la formazione di un comitato di protesta che la prossima settimana terra' una marcia di protesta nel porto. Alcune organizzazioni sindacali di categoria, che nel Kerala sono molto influenti, hanno minacciato perfino di circondare la Enrica Lexie per impedire che prenda il largo. Parlando con i giornalisti il proprietario del peschereccio St.Antony, che era a bordo al momento dell'incidente ma stava dormendo insieme agli altri membri dell'equipaggio, ha ribadito che "gli uomini a bordo erano disarmati" e "che non è vero che il suo peschereccio ha attaccato la nave italiana". La sua testimonianza e' importante per chiarire come sono morti Ajesh Binki di 25 anni e Gelastine di 45. ''Avevamo appena mangiato e mi sono appisolato - ha raccontato - .Ho chiesto a Gelastine di prendere il timone. Forse dopo dieci minuti ho sentito gli spari e l'ho visto a terra in una pozza di sangue. Ho urlato e ho svegliato gli altri. Ho guardato fuori e ho visto la petroliera italiana. Poi sono arrivati ancora altri colpi e uno di questi ha colpito Ajesh''. Secondo le autorita' indiane, l'autopsia avrebbe confermato la presenza di ferite da arma da fuoco. I funerali, con il rito cristiano, si sono celebrati oggi nei loro villaggi. (ANSA).

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